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Pnrr, ritardi e criticità nei progetti per le infrastrutture: l'allarme della Corte dei conti
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Pnrr, ritardi e criticità nei progetti per le infrastrutture: l'allarme della Corte dei conti

14 maggio 2026, 10:32

A rilento anche la realizzazione degli obiettivi di ammodernamento del parco tecnologico degli ospedali

Ritardi sulle infrastrutture e sull'ambiente, nonché nell'ammodernamento del parco tecnologico degli ospedali. Si fa concreto il rischio di opere incomplete per la mobilità. Queste sono le principali criticità rilevate Corte dei conti nella relazione sullo stato di avanzamento a fine 2025 del Piano nazionale di ripresa e resilienza, basata su un’analisi a campione di 34 misure del Pnrr e di 4 programmi del Pnc (Piano nazionale complementare), dal valore di 87,8 miliardi di euro. 


Dall’analisi delle banche dati ufficiali, in particolare del sistema ReGiS, si evidenzia «un conseguimento degli obiettivi Pnrr nel complesso conforme a quanto definito in sede europea, anche alla luce delle modifiche apportate».Si notano però «alcune criticità in specifici settori».

Se in materia di digitalizzazione «si registrano avanzamenti superiori ai traguardi programmati, in materia ambientale e infrastrutturale persistono criticità per alcune misure rimodulate sotto il profilo temporale, che confermano le difficoltà attuative già in precedenza segnalate dalla magistratura contabile». E, in particolar modo, «per gli investimenti nella mobilità sostenibile è stato invece indicato il rischio di opere non completate, a causa del ridimensionamento di alcuni interventi». 

Passando all’ambito sanitario,la relazione della Corte dei conti evidenza che «le misure per le case e gli ospedali di comunità sono in linea con i target previsti, mentre permangono esigenze di accelerazione per alcune componenti relative all’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero».

Certamente, osserva la magistratura contabile, le modifiche apportate all’impianto originario del Pnrr a partire dal 2023 «hanno reso più realistica l’attuazione ma resta il rischio che le continue rimodulazioni finanziarie e progettuali incidano sull’impostazione iniziale di alcune misure».

Quel che è certo, conclude la Corte dei conti, che nella fase conclusiva del Pnrr sarà necessario «velocizzare gli interventi in corso, assicurando, al contempo, la sostenibilità futura delle infrastrutture e dei servizi realizzati, nonché l’adozione di strumenti idonei a rilevare i benefici in concreto prodotti per la collettività». (riproduzione riservata) 



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