Le irregolarità connesse al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) sono già costate 1,8 milioni di euro allo Stato italiano. Una cifra destinata a diventare «notevolmente maggiore» di pari passo all’avanzamento della spesa effettiva, che finora ha faticato a decollare. Sebbene oltre il 70% delle risorse del Pnrr siano state assegnate ai soggetti attuatori, solo il 14,7% dei fondi sono stati spesi (28,1 miliardi di euro). È quanto emerge dalla relazione della Procura generale della Corte dei conti, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Quanto alle irregolarità riscontrate, «si tratta di indebita percezione o non corretto utilizzo dei fondi da parte dei soggetti attuatori, irregolarità nella percezione dei contributi sub specie di opere non conformi al progetto o di assai significativi ritardi nella loro attuazione» ha sottolineato il procuratore generale della Corte dei conti, Pio Silvestri.
Sono l’Emilia Romagna e le Marche ad essersi macchiate di maggiori irregolarità. Se infatti la percezione indebita di fondi Pnrr ha raggiunto quota un milione in Emilia Romagna, in Veneto si è arrivati a 640 mila euro, mentre casi simili stanno emergendo anche in Puglia. In Emilia Romagna si parla di opere non conformi al progetto asili nido e servizi integrativi e di presunte irregolarità riguardanti un bando per l’acquisto di un edificio per realizzare appartamenti popolari.
Quanto alla Marche, sembrerebbe che siano stati falsificati i dati sulle presenze di migranti per ottenere i fondi di Next Generation Eu per la sistemazione di una baraccopoli cittadina. Un comune avrebbe poi utilizzato le risorse comunitarie per il recupero di un'area di una società privata, che non ne avrebbe avuto alcun diritto e sempre nelle Marche si sarebbero utilizzati i fondi Pnrr indebitamente per la formazione del personale di un’azienda privata. Similmente si sarebbe verificata una gestione irregolare dei fondi del Piano Nazionale Complementare destinati alla ricostruzione post-sismi 2009 e 2016.
Diverse tipologie di irregolarità si sono però riscontrate lungo tutto il territorio nazionale, senza distinzioni tra Nord e Sud. Frodi nell’incameramento e nella gestione di finanziamenti Simest, società erogatrice dei finanziamenti per Cassa Depositi e Prestiti, per l’attuazione dei progetti del Recovery tricolore sono state infatti registrate tanto in Lombardia (danno calcolato di 25 mila euro) quanto in Campania.
L’impiego di risorse pubbliche per i progetti del Pnrr non è stato regolare nel Lazio e in Liguria. E si è riscontrata una presunta mala gestio dei fondi europei in Trentino Alto Adige e in Umbria.
In Sicilia si sono registrate frodi nella percezione di risorse pubbliche e in Puglia indebite compensazioni di tributi dovuti all’erario, laddove in Friuli Venezia Giulia i forti ritardi nei lavori di efficientamento energetico di un Comune e di una scuola hanno prodotto un presunto danno erariale da 100mila euro. (riproduzione riservata)