Si fa sgombra la strada che porta l’Italia alla penultima rata del Pnrr, il maxi-piano finanziato con debito comune varato dalla Commissione europea per permettere all'economia comunitaria di riprendersi dalle secche della pandemia.
L’esecutivo Ue ha dato infatti l’ok alla settima (mini) revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza presentata da Roma. Un semaforo verde arrivato in meno di un mese: la rimodulazione era stata presentata a fine febbraio. Bruxelles non ha impiegato tanto a registrare il nuovo pacchetto di modifiche al Recovery tricolore perché non si tratta di un intervento sui finanziamenti ma di limature tecniche utili a facilitare il via libera della Commissione europea allo sblocco della nona rata da 12,8 miliardi, la cui richiesta è stata inoltrata dal governo sotto l’egida del ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, a fine dicembre, una volta raggiunti i 50 obiettivi previsti.
Il pacchetto di revisione riguarda circa 40 misure, di cui dieci semplici errori formali da correggere, ad esempio riguardo a alcuni target sullo sviluppo dell'idrogeno. Ci sono poi correzioni mirate al rinvio di alcune scadenze per raggiungere gli obiettivi target previsti. Tra questi, il posticipo da marzo a giugno di obiettivi target legati ai Pinqua, i piani per ridurre il disagio abitativo e riqualificare le periferie.
Adesso il dossier della revisione passa all’Ecofin per il via libera definitivo e la valutazione della nona rata che, stando alle previsioni del governo, dovrebbero essere liquidati al massimo entro la metà di maggio. Risorse che andrebbero a sommarsi ai 153 miliardi già ottenuti dall’Italia sui 194,4 miliardi complessivi concordati con Bruxelles. Un ammontare pari al 79% della dotazione totale, contro una media europea del 60%. Laddove la spesa delle risorse ha toccato quota 110 miliardi. Poi «massimo impegno sulla decima e ultima rata, connessa a 159 obiettivi, paria 28,4 miliardi» assicurano a MF-Milano Finanza fonti ministeriali. (riproduzione riservata)