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Pnrr, Mims: conseguiti tutti gli obiettivi di metà 2022
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Pnrr, Mims: conseguiti tutti gli obiettivi di metà 2022

12 luglio 2022, 18:26 Ultimo aggiornamento: 18:31

Sono stati raggiunti anche tre target con scadenza a fine 2022. Più contrastata la situazione per il Pnc, dove sei obiettivi non sono stati centrati in attesa delle autorizzazioni dalla Commissione europea   | Dal governo 280 miliardi di investimenti in mobilità sostenibile

Al 30 giugno 2022, il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) ha emanato atti di ripartizione e assegnazione delle risorse per 60,6 miliardi di euro, pari al 98,6% del totale dei complessivi 61,4 miliardi finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e dal Piano Nazionale Complementare (Pnc) di sua competenza. Le restanti risorse saranno ripartite entro la fine dell'anno, grazie ai recenti decreti sulla sperimentazione dell'idrogeno nei settori ferroviario e stradale. È quanto emerge dal periodico monitoraggio sull'attuazione del Pnrr e del Pnc da parte del Mims. 


Pnrr: 100% dei target raggiunti
 
Nello specifico, il dicastero guidato dal ministro Enrico Giovannini ha raggiunto 13 obiettivi (9 europei e 4 target intermedi) corrispondenti al 100% di quelli previsti per il 2021 e per il primo semestre del 2022. Inoltre, ha persino realizzato tre target con scadenza a dicembre 2022. Non ci sono infine problemi nel conseguimento degli ultimi due obiettivi previsti per il quarto trimestre del 2022, che riguardano la riforma delle concessioni portuali e l'affidamento lavori per l'alta velocità ferroviaria Napoli-Bari e Palermo-Catania, in quanto gli atti preliminari sono stati già adottati.
 
Pnc: sei obiettivi non realizzati

Quanto al Pnc, il Mims ha raggiunto tutti gli obiettivi previsti nel 2021, ma soltanto 25 del 31 target del primo semestre del 2022. I mancanti sono collegati però ad interventi per i quali si attende, a breve, l'autorizzazione della Commissione europea a bozze di decreto trasmette nel corso dell'ultimo trimestre del 2021. Si tratta di investimenti per l'upgrading e il refitting delle navi e l'acquisto di mezzi interoperabili e la realizzazione di raccordi per il trasporto ferroviario delle merci. Inoltre, dopo che la prima gara per l'acquisto di tre navi da impiegare nello Stretto di Messina era andata deserta, Rfi ha provveduto a pubblicare un nuovo bando prevedendo risorse aggiuntive per l'acquisto di due navi con l'opzione per una terza. (riproduzione riservata)



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