A Milano spettano 4,3 miliardi di euro di fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Di questi, ad appena un anno dalla scadenza del Recovery italiano, è stato messo in circolo solo il 26%, segnala il portale Open Pnrr rielaborando i dati della piattaforma governativa Italia Domani. Resta quindi da spendere il 74% dei fondi. Del totale delle risorse concordate con Bruxelles, ben 900 milioni vanno gestiti direttamente dal Comune di Milano, in quanto soggetto attuatore di 82 progetti dei 4.694 complessivi pensati a favore del territorio meneghino.
Finora il capoluogo lombardo ha registrato un ritmo di spesa delle risorse europee superiore alla media nazionale, sfiorando il 29%. Adesso però il terremoto dell’inchiesta sull'urbanistica, che ha investito la città, rischia di rallentare il cronoprogramma nell’attuazione del Pnrr milanese. Mettendo a rischio la spesa del restante 71% delle risorse.
Nel mirino ci sono soprattutto i progetti che riguardano la mobilità sostenibile e innovativa che sono i più dispendiosi. Entrando nello specifico, per rinnovare la flotta di autobus cittadini, Milano ha concordato con l’Ue un totale di 213,5 milioni, di cui il Comune è riuscito a stanziare già 77 milioni, il 36,2% del finanziamento europeo complessivo che gli spetta.
Invece, per valorizzare e creare nuove piste ciclabili, Milano ha a disposizione quasi 29 milioni di euro di fondi del Recovery. Meno della metà delle risorse previste per lo stesso obiettivo che ha Roma (66,2 milioni di euro), sintomo del fatto che la capitale partiva da molto più indietro del capoluogo lombardo per quanto riguarda le piste ciclabili cittadine. Da notare che i progetti più costosi di Milano per la creazione delle corsie destinate ai ciclisti sono quelli nelle periferie e tra questi spiccano i 7,2 milioni europei destinati alla zona di San Siro.
E ancora, vale oltre 7 milioni (di cui il 19,4% già stanziato, circa 1,4 milioni) il progetto «Living Lab Milano» che è un «laboratorio con infrastrutture e servizi che permettono di sperimentare tecnologie e innovazioni relative a veicoli connessi ed autonomi, e sistemi avanzati di assistenza alla guida», come si legge nel relativo bando.
Non meno rilevante risulta l’obiettivo del Comune di Milano di utilizzare le risorse del Pnrr per la rigenerazione urbana, per migliorare la qualità della vita nelle aree urbane dismesse e creare spazi urbani più vivibili, inclusivi e sostenibili.
Ecco che il capoluogo lombardo ha trattato con l’Ue per avere 57,8 milioni (ne ha già spesi 12,2 milioni, ossia il 21%) per demolire e ricostruire degli edifici di edilizia residenziale pubblica in via dei Giaggioli.
Sono invece 19,5 milioni che il Comune di Milano ha ottenuto dall’Europa per riuscire a riqualificare il complesso di case popolari nel quartiere Rizzoli. In questo caso sono stati finanziati lavori per 4,6 milioni di euro, il 24% del totale da spendere entro la fine di agosto 2026.
Non si possono poi ignorare i 40 milioni del Pnrr destinati alla bonifica (24,2 milioni) e all’ampliamento (16 milioni) del parco della Lambretta di Milano. Ma qui il capoluogo lombardo è riuscito a spendere rispettivamente solo il 4% (630 milioni) e il 19,5% (4,7 milioni) del totale delle risorse concordate con Bruxelles per i due obiettivi.
Restando sempre nell’ambito della rigenerazione urbana sul territorio della città meneghina, ma allargando lo sguardo anche ai progetti che non hanno il Comune di Milano come soggetto attuatore, fanno notizia i 70 milioni europei stanziati per l’efficientamento energetico e la riqualificazione del Palazzo di giustizia di Milano. In questo caso il soggetto attuatore è il ministero delle Infrastrutture e la quota di spesa ha già superato i 9 milioni, quasi il 13%.
È il ministero del Turismo, invece, il capofila di due importanti progetti immobiliari e ricettivi, per cui però non è stato speso neanche un euro finora. Si tratta della ristrutturazione dell’edificio del Baglioni Hotel nella quale è compresa la realizzazione di una nuova struttura ricettiva per 5,5 milioni di euro e della riqualificazione antisismica della struttura di una alberghiera di proprietà della società Polaris, che vale 3 milioni di fondi europei. (riproduzione riservata)