L’Italia si prepara a ricevere dalla Commissione Ue il pagamento dell'ottava rata del Pnrr, che porterà a 374 gli obiettivi complessivamente raggiunti dall'Italia e a superare quota 153 miliardi di euro trasferiti, circa il 79% della dotazione finanziaria complessiva del Piano tricolore pari a 194,4 miliardi di euro. Di questi sono stati impegnati oltre 192 miliardi di euro e, in termini di attuazione, risultano conclusi, in via di conclusione e in corso di esecuzioni oltre il 96% di progetti (pari a 428.939). Nello specifico, 294.597 sono conclusi, 28.128 sono in fase di conclusione e 106.214 sono in fase di esecuzione.
«Un primato, anche qualitativo, che ci rende orgogliosi: abbiamo dimostrato di essere capaci di utilizzare in modo virtuoso gli strumenti che l'Europa ci ha fornito, diventando un punto di riferimento per tutti gli altri Stati membri» ha detto, stando a quanto riferito, la premier Giorgia Meloni nel suo intervento durante la Cabina di Regia sul Pnrr a Palazzo Chigi, con all’ordine del giorno la proposta di revisione del Piano.
Questa, nello specifico, non andrebbe a modificare la dotazione finanziaria del Piano che resta a 194,4 miliardi di euro e «mette in sicurezza tutte le risorse già previste per il tessuto produttivo» ma, ha spiegato la presidente, «ci consente di concentrare l'attenzione su alcune priorità contingenti, a partire proprio da quelle che coinvolgono il mondo delle imprese».
Non a caso, entrando nello specifico della revisione, la dotazione di risorse del Pnrr di competenza del ministero dell’Agricoltura viene incrementata di 2 miliardi, raddoppiando la copertura della misura «Contratti di filiera».
Ma soprattutto le risorse nelle mani del ministero delle Imprese e del Made in Italy passano da 19,6 miliardi del piano originario ad oltre 30 miliardi. «Oltre un terzo in più di quanto inizialmente previsto». Questo perché «noi crediamo nelle imprese quale motore di sviluppo economico e sociale» ha spiegato il titolare del Mimit, Adolfo Urso, al suo arrivo all’M9 di Mestre. Da non scordare inoltre, ha aggiunto, che «nel contempo abbiamo rimodulato le risorse destinate ai singoli strumenti privilegiando quelli che assicurano il pieno impiego nei prossimi mesi sempre sul fronte della innovazione e della competitività».
Una volta che questa revisione del Pnrr entrerà in vigore, ha aggiunto il ministro degli Affari europei, Pnrr e delle Politiche di coesione, Tommaso Foti, «il monitoraggio dovrà essere continuo Non possiamo infatti rischiare di considerare concluso il nostro lavoro al momento delle pronunce definitive degli organi deputati, per poi scoprire che alcune misure sono rimaste indietro a causa di semplici errori tecnici o burocratici». (riproduzione riservata)