La democrazia si nutre della libertà di parola e di espressione. Dunque all’informazione libera e indipendente le istituzioni italiane devono «riconoscimento e tutela massima». Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha iniziato il suo discorso alla cerimonia della consegna del Ventaglio da parte dell’Associazione Stampa Parlamentare.
Il ruolo dell’informazione è ancora più centrale nella società moderna come antidoto alle diverse forme di disinformazione. Oggi i mezzi di diffusione sono infatti molteplici e sempre più digitali, richiedendo una crescente capacità critica di selezione delle notizie affinché la «propaganda non vada a sostituirsi ai fatti», ha aggiunto il Capo dello Stato.
Mattarella, nel suo discorso di ringraziamento, si è poi soffermato sui temi principali dell’attualità italiana, europea e internazionale, in molti casi intrecciate tra loro.
In primis ha ricordato il «gli eventi terribili» che si sono succeduti negli ultimi mesi in Italia, «legati, palesemente, alle conseguenze del cambiamento climatico».
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Occorre assumere la piena consapevolezza «che siamo in ritardo» e quindi agire subito. Da una parte, ha spiegato il Presidente, cercando di incrementare l’impegno a salvaguardia dell’ambiente e per combattere le cause del cambiamento climatico. Dall’altro lato, è necessario operare per contenere già oggi gli effetti dirompenti di questi cambiamenti, predisponendo strumenti nuovi e modalità di protezione dei territori, che consentano di prevenire e attenuare gli effetti dei fenomeni che si verificano sempre più di frequente.
Mattarella ha poi sottolineato come non si possa ignorare la questione migratoria perché «si tratta di un fenomeno globale, presente in tutti i continenti, che muove da tante cause e tra queste da quella prodotta da un mondo sempre più interconnesso e ravvicinato tra le sue varie parti, anche tra quelle che prima apparivano assolutamente distanti». In Italia il fenomeno è più evidente a causa degli arrivi dal mare ma in taluni casi meno ampio e consistente di quanto accade presso altri Paesi dell’Unione. Molto importante, secondo il Presidente, è stato l’evento promosso dal governo italiano sul fenomeno migratorio, perché ha stimolato la condivisione di riflessioni e progetti di iniziative in sede internazionale, l’unica tipologia di soluzione che potrà fare la differenza.
Inoltre è un grande passo nella giusta direzione il fatto che l’Ue abbia assunto la consapevolezza «di dover governare il fenomeno migratorio in sede europea», per quanto sia solo un punto di partenza e non una soluzione al problema.
Sempre restando in ambito europeo, Mattarella ha parlato di Pnrr, ribadendone ancora «la portata decisiva per il nostro futuro». Un eventuale insuccesso o un risultato soltanto parziale non rappresenterebbe una sconfitta per il governo Meloni, o dei due esecutivi precedenti, ma dell’Italia intera: «così sarebbe visto e interpretato fuori dai nostri confini e così sarebbe nella realtà» ha rincarato il Capo dello Stato.
Infine, non certo per importanza, Mattarella ha evidenziato che «solo alla magistratura è affidato dalla Costituzione il compito di giudicare», un ruolo che va rispettato e garantito.
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