Sul Pnrr «i progressi non sono ancora del tutto soddisfacenti». Se è vero che c’è stata «un'accelerazione nella pubblicazione delle gare del Pnrr e nell'esecuzione dei lavori ad esse connessi, tanto che quasi la metà degli appalti per opere del Pnrr si trova già nella fase di esecuzione», d’altro canto il «50% dei lavori avviati risulta in ritardo rispetto alle tempistiche stimate, soprattutto tra i cantieri di maggiori dimensioni». Questa la fotografia scattata dal dg di Bankitalia, Luigi Federico Signorini, durante il suo intervento alla 56ma Giornata del Credito.
L’importanza di vincere «la tradizionale debolezza del nostro Paese» che è l’incapacità di mettere a terra le risorse si comprende guardando le stime degli impatti positivi che il Piano avrebbe sull’economia tricolore: un aumento della produttività tra 3 e 6 punti percentuali nell'arco di un decennio, qualora gli impegni vengano realizzati pienamente e nei tempi previsti. Intanto «sul piano reale - aggiunge Signorini - si comincia finalmente a vedere qualche segno degli effetti delle riforme strutturali introdotte nel corso degli anni e da ultimo stimolate dal Pnrr».
I successi conseguiti non devono condurre l’Italia a «riposare sui modesti allori» ma a indurre a mantenere alta l'attenzione per questi temi. «Le riforme funzionano: proprio per questo vanno consolidate e sviluppate».
Per di più, ha evidenziato Signorini, «è importante assicurare un'impostazione prudente delle scelte di bilancio nel medio termine, nello spirito delle nuove regole europee». (riproduzione riservata)