L’Italia sta cercando di replicare il modello spagnolo e costituire dei veicoli-casseforti per poter impiegare le risorse del Recovery Plan inutilizzate alla scadenza anche oltre la deadline attuale del 30 giugno 2026.
Questa la strada che il governo Meloni, attraverso la Struttura di missione di Palazzo Chigi, sta cercando di pavimentare con il lascia passare dei tecnici della Commissione europea, che a febbraio aspettano la nuova revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza tricolore.
Concretamente si tratterà di una nuova milestone inserita all’interno del cronoprogramma con cui si darà, appena poco prima della deadline, il via libera alla costituzione dei veicoli-casseforti per salvare le risorse inutilizzate.
In attesa del benestare di Bruxelles, quel che è certo è che il meccanismo potrà essere circoscritto a pochi interventi: con un perimetro ampio l’opzione si trasformerebbe in una proroga di fatto del Pnrr. Alternativa che Bruxelles ha ripetutamente escluso. Allo stesso modo la proroga non sarà un allungamento degli investimenti del Piano, ma la possibilità di utilizzare le risorse non spese per finanziare nuovi progetti. Pur sempre in linea con i principi del Recovery.
Le risorse che confluiranno nei veicoli proverranno con ogni probabilità dai progetti del Pnrr che procedono più lentamente. Anche all’interno dello stesso comparto. Ad esempio, nelle ferrovie i lotti in ritardo perderanno i fondi Recovery, che passeranno a quelli più avanzati. (riproduzione riservata)