Il governo approva la proposta di revisione del Pnrr che sarà trasmessa a Bruxelles. Le modifiche chieste dall’Italia sono 107 e spostano le risorse dall’idrogeno al biometano, dalle infrastrutture di ricarica elettrica al nuovo programma di rottamazione e rinnovo del parco auto. Correzioni in corsa anche sui cantieri dell’alta velocità ferroviaria, a cui si aggiunge il restyling degli obiettivi di semplificazione e digitalizzazione dei procedimenti amministrativi a carico delle imprese.
Per il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dal vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, si tratta di «un passaggio strategico per consolidare i risultati raggiunti e tracciare una prospettiva concreta per il futuro delle infrastrutture italiane, anche oltre l’orizzonte temporale del Pnrr». La Commissione e il Consiglio dovranno approvare le modifiche entro la fine di giugno.
Durante la cabina di regia a Palazzo Chigi il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha spiegato che «con il pagamento della settima rata, attualmente in fase di verifica finale da parte di Bruxelles, sarà confermato il primato dell’Italia nell’avanzamento del Piano, con 140 miliardi di euro ricevuti, corrispondenti al 72% della dotazione complessiva e, in termini di performance, si raggiungerà circa il 55% degli obiettivi programmati».
Il ministro ha aggiunto che «i dati sulla spesa sono sottostimati perché molti attuatori non hanno ancora provveduto alla rendicontazione, ma sono in continua crescita e sfiorano quota 70 miliardi, ovvero circa il 58% delle risorse finora ricevute». Il Pnrr dovrà essere attuato entro il 2026 e l’Europa finora ha dichiarato che non concederà proroghe. Da qui la possibilità di rimodulare il Piano per concentrare le risorse sui progetti più avanzati ed eliminare quelli irrealizzabili entro la scadenza. (riproduzione riservata)