Sale l’allarme sui tempi di attuazione del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Dopo che la Corte dei Conti ha sottolineato che oltre la metà delle opere è in ritardo, sul tema è intervenuto il ministro degli affari europei e del Pnrr, Raffaele Fitto. «Alcuni interventi da qui al 30 giugno 2026 non possono essere realizzati, ed è matematico, è scientifico che sia così, dobbiamo dirlo con chiarezza e non aspettare il 2025 per aprire il dibattito su di chi sia la colpa», ha detto Fitto.
«Bisogna aprire una valutazione attenta per capire come recuperare le risorse di quei progetti che sono all'interno del Pnrr, ma che hanno una capacità di spesa che consenta un riallineamento con la Coesione», ha aggiunto il ministro. Nel frattempo, la Commissione Europea ha allungato di 30 giorni la fase di valutazione dei target raggiunti dall’Italia nel Pnrr, « tenendo conto del numero e della complessità dei 55 Milestones e Target previsti». Secondo la Commissione, le azioni intraprese dal Governo «hanno già consentito di attestare significativi progressi verso il positivo raggiungimento di quasi tutti gli obiettivi fissati al 31 dicembre 2022». La decisione è stata presa a seguito degli incontri dello stesso Fitto con il Commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, e con la task force Pnrr della Commissione Ue.
Sono oggetto di ulteriore approfondimento tre misure approvate dal precedente Governo. Per le concessioni portuali la Commissione ritiene necessario un ulteriore approfondimento, proponendo di limitarne la durata massima. Seguono le reti di teleriscaldamento, per le quali la Commissione ha messo in dubbio l'ammissibilità di alcuni interventi. Infine, i Piani Urbani Integrati, approvati il 22 aprile 2022, per i quali la Commissione ha contestato l'ammissibilità degli interventi relativi al Bosco dello Sport di Venezia e allo Stadio Artemio Franchi di Firenze. (riproduzione riservata)