Il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri e Invitalia hanno sottoscritto l'accordo attuativo dedicato all'Investimento nel Fondo nazionale per la connettività (Fnc) del Pnrr. L’intesa ha concretamente definito il perimetro operativo dello strumento finanziario, da 733 milioni di euro, che sosterrà nuovi interventi in infrastrutture a banda ultralarga fino al 2029.
Il Fondo per la connettività è stato istituito all'esito della rimodulazione del Pnrr dello scorso novembre ed è configurato come una misura facility, ossia uno strumento finanziario adottato dal governo italiano «capace di sostenere nuovi investimenti nelle reti a banda ultralarga» ha spiegato il sottosegretario all'Innovazione Alessio Butti, precisando che per l’obiettivo saranno usate risorse che «in assenza di questa rimodulazione, sarebbero andate perse».
L’attuazione del Fondo è affidata a Invitalia, la partecipata dal Mef che seguirà dalle attività di pianificazione e affidamento a quelle di esecuzione, monitoraggio e verifica dell'intervento pubblico, incluse le funzioni amministrative e specialistiche necessarie. Un impegno «a costruire un'Italia più connessa, competitiva ed equa, pronta a cogliere le opportunità dell'economia digitale e a raggiungere gli ambiziosi traguardi europei del Digital Decade entro il 2030», ha sottolineato l'ad di Invitalia Bernardo Mattarella.
Concretamente l’attuazione dello strumento si tradurrà in un investimento pubblico erogato in regime di sovvenzioni, concepito per stimolare gli investimenti privati e facilitare l'accesso ai finanziamenti nel settore delle infrastrutture di rete a banda ultralarga. In particolare le sovvenzioni saranno destinate direttamente agli operatori privati, con l'obiettivo di colmare il divario di fattibilità economica delle opere, richiedendo un cofinanziamento minimo del 30% del costo complessivo dei progetti. (riproduzione riservata)