Accettare una terza rata del Pnrr più leggera compensata da una quarta più pesante rispetto ai 16 miliardi previsti. In questo modo sarà possibile sbloccare quasi 19 miliardi richiesti già a fine gennaio e ancora in fase di valutazione della Commissione europea. È questa la soluzione indicata nel corso della cabina di regia sul Pnrr convocata a Palazzo Chigi dal ministro per gli Affari europei, Raffaele Fitto.
In pratica l’assegno sarà più leggero di circa 519 milioni di euro, che saranno recuperati una volta ottenuto il via libera alla prossima rata da richiedere, quella sui traguardi da raggiungere nella prima metà dell’anno prossimo, rimodulati di concerto con Bruxelles.
Tutto gira attorno alla disponibilità di studentati. Per fine 2022 era previsto di aggiungere 7.500 posti letto. Questo obiettivo quantitativo intermedio sarà invece accorpato al traguardo finale di 60mila posti letto universitari in più da ottenere entro l’estate 2026. Nel frattempo, andranno avviate le procedure necessarie per attuare il progetto.
Quello dell’assegno da 19 miliardi è stato un percorso a ostacoli. Il dossier è fermo in Europa da quasi otto mesi nonostante l’ottimismo delle dichiarazioni che indicavano «a ore» l’ok della Commissione Ue.
Sono state invece necessarie ben 47 correzioni e cancellazione dei progetti per il Bosco dello sport di Venezia e la ristrutturazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze.
Riepilogando, la terza rata includerà 54 obiettivi e non più 55, per 18,5 miliardi di euro, mentre la quarta avrà 28 obiettivi da rispettare, per 16,5 miliardi. Il totale delle risorse del Next Generation Eu da incassare nel 2023 resterà quindi di 35 miliardi.
Con l’ok della cabina di regia, il governo presenterà formalmente la proposta di modifica della terza rata alla Commissione europea. La proposta sarà esaminata dallo stesso esecutivo comunitario e poi dal Consiglio dell’Unione europea congiuntamente alle altre dieci proposte di modifica della quarta rata presentate l’11 luglio a Bruxelles
Le trattative intercorse con l’Europa prima delle varie rimodulazioni potrebbero far presagire un rapido via libera. Sui tempi per la luce verde e quindi sull’erogazione non c’è però certezza. Non è quindi acclarato che gli assegni arrivino entrambi entro fine anno, anche se è presumibile che ciò possa accadere senza ulteriori intoppi.
In ogni caso, almeno la parte da 23 miliardi di prestiti delle rate è già considerata all’interno del limite massimo di 320 miliardi di emissioni previsto per il 2023 dal Tesoro. Non ci sarebbe quindi un ulteriore indebitamento. Per i restanti 12 miliardi sono a disposizione adeguati strumenti di gestione del debito.
Il prossimo passo sarà la rimodulazione dei traguardi delle prossime rate. Tra le preoccupazioni del ministro Fitto ci sono in particolare la frammentazione degli interventi (in totale sono 158mila) e sulle criticità dei progetti in essere, ossia precedenti al Pnrr e inizialmente finanziati con altre risorse.
Complessivamente valgono 51,4 miliardi cui si sommano progetti per 15,6 miliardi inclusi nella programmazione 2021-2027 del Fondo sviluppo e coesione, portando il totale a 67 miliardi.
«Modificare gli obiettivi delle prossime rate ci consente di evitare di trovarci in situazioni in cui si prende atto dell’impossibilità di raggiungere gli obiettivi stabiliti in un periodo precedente», ha spiegato Fitto in audizione sulla terza relazione al Parlamento sull’attuazione del Piano.
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E ieri, oltre alla cabina di regia sul Pnrr si è tenuta la riunione mensile del Cipess, il comitato interministeriale per la programmazione economica e la sostenibilità, guidato dal sottosegretario Alessandro Morelli. Tra le decisioni, autorizzate ulteriori risorse di contributo pubblico per il collegamento Lecco-Bergamo; 109,67 milioni di euro per il progetto delle Tre Valli Umbre, 5,26 milioni per la metropolitana di Napoli.
«Il Cipess ha mantenuto l’impegno, assunto con la delibera del 29 marzo 2023, di completare il finanziamento per l’attraversamento ferroviario ad alta velocità di Vicenza. Infatti, è stato informato che nel decreto del Mit -di concerto con il Mef- saranno inclusi 1,1 miliardi di euro, dell’aggiornamento del contratto di programma di Rfi», ha spiegato Morelli. Ammonta invece a 41 milioni il contributo per la riqualificazione del polo industriale di Piombino. (riproduzione riservata)
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