La partita sulla riduzione dei circa 700 mila civici nelle aree grigie da collegare tramite il piano «Italia a 1 Giga» del Pnrr da concedere a Open Fiber si arricchisce di un nuovo capitolo. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, sarebbe arrivata a metà della scorsa settimana la risposta di Fibercop al sondaggio di Infratel per un eventuale subentro nel lotto della Toscana.
Ma, stando alle indiscrezioni, la società guidata dal presidente e ad Massimo Sarmi avrebbe anche chiesto informazioni aggiuntive sulle condizioni che Infratel vorrebbe applicare per il taglio dei civici a Open Fiber, ricordando la necessità di garantire parità di trattamento ai partecipanti al piano.
Infratel aveva sondato la disponibilità di Fibercop a subentrare nel lotto della Toscana, dove mancherebbero ancora circa 180 mila unità immobiliari da raggiungere con la fibra ottica per centrare i target. Se ciò avvenisse, i civici potrebbero non essere compresi nel taglio.
In primavera la società controllata dal pool di investitori tra cui Kkr e Mef aveva dato la disponibilità per tutti i lotti della società di Cdp e Macquarie, ma il dialogo si era interrotto per l’impossibilità di raggiungere un accordo tra le parti. Ora la scadenza incombe (giugno 2026) e perciò il subentro potrebbe essere valutato solo ad alcune condizioni, tra cui un diverso target temporale. Sul tema, Fibercop avrebbe chiesto a Infratel di aprire un tavolo di confronto.
Ma è anche sul fronte delle modalità con cui dovrebbe essere applicato il taglio dei civici a Open Fiber che Fibercop avrebbe acceso un faro. Stando a quanto ricostruito, la società che controlla l’ex rete Tim avrebbe rimarcato a Infratel anche in dialoghi informali avvenuti in parallelo allo scambio di missive la necessità di vedere rispettato il «principio d’equità», ossia il rispetto di quanto previsto nel bando di gara per tutti gli operatori.
La posizione di Fibercop, spiegano alcune fonti, non è però finalizzata a ottenere uno stralcio di una parte di civici anche nei lotti a lei assegnati: anche alla società dell’ex rete Tim, infatti, era stata concessa l’opportunità di segnalare eventuali necessità di riduzione delle unità immobiliari, ma era stata declinata.
Non è chiaro quindi in cosa si dovrebbe tradurre questa posizione, visto che Fibercop non avrebbe avanzato proposte a Infratel su come garantire equità nel taglio. La conseguenza di questa richiesta di chiarimenti, che secondo alcuni osservatori potrebbe essere solo una manovra di disturbo, potrebbe tradursi in un rallentamento dell’operazione di riduzione dei civici di «Italia a 1 Giga».
La convivenza tra le due società della rete non è certo stata facile da quando è nata Fibercop, con contrasti e dissapori che si sono susseguiti nonostante entrambe siano partecipate dal pubblico.
Open Fiber recentemente aveva lanciato un segnale di distensione non dichiarandosi interessata ai circa 22 mila «civici adiacenti» che Fibercop aveva chiesto di sostituire, come fatto in precedenza anche da Open Fiber. (riproduzione riservata)