Una linea tranviaria a Bologna, una nuova palestra e dei laboratori didattici a Ravenna, e un progetto per ampliare lo Stadio del Nuoto a Riccione. Nei bandi del Pnrr rivolti alle aree dell’Emilia Romagna colpite dall’alluvione non c’è traccia di interventi contro il dissesto idrogeologico. Lo si scopre scorrendo il sito di Banca Progetto, che raccoglie i bandi del Piano per facilitare l’accesso alle aziende di piccole dimensioni.
In verità, due progetti sono in qualche modo collegati alla prevenzione di frane e allagamenti. Ma uno, da 6 milioni, riguarda l’ammodernamento del canale Ottomulini di Sissa Trecasali (Parma), ed è diretto a «ridurre al massimo gli sprechi nella distribuzione dell’acqua». Senza contrare che il comune in questione è al confine con la Lombardia e quindi ben lontano dai territori romagnoli alluvionati. Il secondo progetto, invece, è un generico bando di ricerca e sviluppo, che destina 25 milioni di contributi a fondo perduto all’economia circolare e alla lotta ai cambiamenti climatici.
Dai progetti del Pnrr dell’Emilia Romagna raccolti sul sito di Banca Progetto, quindi, non emerge nulla contro il rischio idrogeologico al di fuori dei due bandi da 31 milioni appena descritti. Eppure, il Piano non ha tralasciato le aree alluvionate, ma i fondi sono stati stanziati per tutt’altre finalità. A Ravenna, dove i cittadini hanno lottato per giorni per non far allagare il centro storico, il Pnrr destina 3,8 milioni per l’ampliamento di due scuole, la Camillo Morigia e l’Alfredo Oriani. «La finalità», si legge, «è quella di realizzare una nuova palestra e alcuni laboratori polifunzionali per una didattica innovativa».
Ma non tutti i comuni del ravennate sono stati fortunati come il capoluogo di provincia. A Lugo, ad esempio, anche il centro storico è stato invaso dall’acqua. Qui, il Pnrr riserva 2,6 milioni alla costruzione della scuola materna La Filastrocca. A Bologna, invece, oltre ai 10,7 milioni per la costruzione della prima linea tranviaria della città, un bando destina 7,6 milioni alla rifunzionalizzazione dell’ex parcheggio di via Giuriolo: verrà trasformato in uno spazio da affidare alla Cineteca di Bologna. A Riccione, infine, l’appalto per ampliare e riqualificare lo Stadio del Nuoto vale 4 milioni.
Si tratta di una delle strutture natatorie più importanti in Italia, che ha ospitato competizioni di rilievo nazionale e internazionale. E anche gli altri progetti hanno finalità meritevoli e miglioreranno la vita dei cittadini delle città interessate. Resta il fatto, però, che tra i bandi sul sito di Banca Progetto per le aree alluvionate nemmeno un euro è destinato al rischio idrogeologico, prioritario rispetto agli altri interventi.
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Riqualificazione urbana e poca attenzione alla prevenzione. I progetti dell’Emilia si muovono nella stessa direzione di quelli della Romagna. A Modena un bando da 7,6 milioni punta al restauro dell’ex centrale Enel, situata a ridosso del centro storico: il complesso diventerà un teatro. A Fiorenzuola d’Arda (Piacenza), invece, sono stati stanziati 6,8 milioni per trasformare l’ex municipio nella Casa della Comunità.
Ancora una volta, quindi, nessun progetto contro il rischio idrogeologico. E solo alcuni contro il rischio sismico, nonostante l’Emilia sia stata colpita nel 2011 da un forte terremoto, che ha provocato 28 morti. In particolare, a Correggio (Reggio Emilia) i fondi del Pnrr hanno permesso di finanziare un appalto da oltre 385 mila euro per la messa in sicurezza sismica dell’Istituto Tecnico L. Einaudi. (riproduzione riservata)