Al via l’Osservatorio digitale creato dalla Fondazione Luigi Einaudi, presieduto da Gianluca Sgueo. «Il nostro obiettivo è aiutare la classe dirigente a cogliere con cognizione di causa le opportunità che la rivoluzione digitale offre all’Italia. Il metodo è quello einaudiano del confronto tra esperti, mondo dell’impresa, professionisti del settore e decisore politico», ha detto il segretario generale della Fondazione Luigi Einaudi, Andrea Cangini.
L’esordio dell’Osservatorio è avvenuto con il convegno «Digitalizziamo l’Italia», organizzato in collaborazione con Oliver Wyman, il primo di una serie di incontri tra istituzioni e stakeholder previsti dalla Fondazione. «La società sta diventando ibrida, il digitale ha effetti dirompenti. Crea grandi aspettative e al tempo stesso grandi timori» ha detto il viceministro alle Imprese e al Made in Italy, Valentino Valentini, intervenuto alla prima iniziativa dell’Osservatorio, «Sono perciò necessarie linee guida condivise a livello internazionale che orientino lo sviluppo e la progressione di questa rivoluzione epocale».
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Riconoscendo la digitalizzazione come «volano di sviluppo per le imprese», il ministero ha creato una rete di centri di trasferimento tecnologico. «Questa rete vuole essere più capillare e all’estensione ha contribuito il Pnrr con uno stanziamento di 350 milioni di euro nell’ambito della missione 4.2 («Dalla ricerca all’impresa»), ha aggiunto Valenini, «Si tratta di 8 competence centers impegnati in progetti di ricerca applicata, di trasferimento tecnologico e formazione sulle tecnologie più avanzate, ai quali affiancheremo 13 European Digital Innovation Hubs e 24 poli europei di innovazione digitale. Tutto questo consentirà alle imprese, soprattutto Pmi, di accedere a tecnologie innovative e a competenze digitali avanzate». (riproduzione riservata)