Il governo Draghi lascia in dote al prossimo esecutivo 21 dei 55 obiettivi e traguardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza previsti per la fine dell'anno. L'obiettivo è di raggiungere quota 29 entro la fine di ottobre.
"Non ci sono ritardi nell'attuazione del Pnrr. Se ce ne fossero, la Commissione non verserebbe i soldi", ha chiarito il presidente del Consiglio, Mario Draghi aprendo la cabina di regia sul piano, convocata per esaminare la seconda relazione al Parlamento, "l'attuazione procede più velocemente dei nostri cronoprogrammi originari".
Il Pnrr "è un'occasione unica per il rilancio dell'Italia, per il superamento delle diseguaglianze territoriali, di genere e generazionali che gravano sul Paese. La sua piena attuazione è fondamentale per la nostra credibilità – verso i cittadini e i partner internazionali. Dobbiamo mantenere gli impegni presi e, per farlo, c’è bisogno del sostegno di tutti", ha aggiunto il premier.
Spetterà ora al prossimo governo di centrodestra portare avanti il lavoro impostato. Per Draghi, l'attività tecnica delle varie amministrazioni "può e deve proseguire con la stessa solerzia". Proprio per garantire la continuità nell'attuazione, ha ricordato, è stato deciso di creare, nella Presidenza del Consiglio e in ciascun Ministero, uffici dedicati al Pnrr che saranno operativi fino al 2026. (riproduzione riservata)