Nel 2023 sono stati «sostanzialmente raggiunti gli obiettivi procedurali legati all'adozione dei provvedimenti amministrativi, alla pubblicazione degli avvisi, alla stipula delle convenzioni con i soggetti attuatori, all'emanazione dei decreti direttoriali e ai trasferimenti di somme a titolo di anticipazione» relativi al Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e al Piano nazionale complementare. Il raggiungimento degli obiettivi è però «avvenuto a fronte di uno scostamento rilevato tra spesa attesa e spesa sostenuta che, seppur attenuatosi, è destinato a determinare uno slittamento di quella effettiva negli ultimi anni di adozione del Piano». Lo si legge nella relazione approvata dalla Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti.
La magistratura contabile sottolinea poi «l'importanza delle modifiche apportate dal governo sulla struttura iniziale del Pnrr, allo scopo di superare le difficoltà legate alla realizzazione di alcune delle riforme o investimenti nella loro configurazione originaria». Questo, evidenzia ancora la Corte, «comporterà certamente una revisione anche e soprattutto delle disponibilità e coperture finanziarie legate ai progetti in essere. Un problema che appare affrontato già con i provvedimenti legislativi in itinere, dei quali la magistratura contabile si riserva la valutazione».
Da ultimo, non certo per importanza, la Corte dei conti definisce «importante» il percorso di monitoraggio sull'attuazione del Pnrr avviato dall'esecutivo a gennaio 2023 che «si incentra su una significativa ricerca di semplificazione dei procedimenti orientata anche a garantire la maggior coerenza possibile agli interventi di coesione territoriale che coinvolgono, in particolare, le comunità minori, caratterizzate da una maggiore fragilità amministrativa e organizzativa». Proprio la capacità amministrativa è «l’elemento critico del Piano e della sua esecuzione, nell'ottica ulteriore di preservare la qualità degli interventi». (riproduzione riservata)