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Pnrr a piccoli passi
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Pnrr a piccoli passi

01 marzo 2024, 22:00

A tre anni dall’arrivo dei primi fondi, il Pnrr procede a rilento. Con il nuovo decreto il governo punta ad accelerare i tempi. Ma il 2026 si avvicina | Pnrr, in tre anni 101 miliardi ricevuti ma solo 45,6 spesi

A che punto è il cantiere Pnrr? Trascorsi due anni dal versamento della prima rata da 24,1 miliardi e tre dal prefinanziamento da 24,9 miliardi, l’avanzamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza procede a dir poco a rilento. Dopo la rimodulazione concordata con Bruxelles a dicembre, il piano si è ulteriormente arricchito passando dai 191,5 miliardi iniziali agli attuali 194,4. Di questi, 122,6 sono erogati in forma di prestiti e dovranno essere restituiti con gli interessi dopo il 2026.

Occorre dunque fare in fretta per due ordini di motivi: se non si rispettano i tempi, non arrivano le rate e si perdono i fondi. E se non arrivano (o tardano ad arrivare) le rate, bisognerà finanziare il debito con nuove emissioni di titoli cui corrispondono altri interessi - superiori, in questa fase, a quelli europei - da sommare a quelli del Pnrr: già oggi le stime dell’ultima Nadef prevedono una spesa per interessi al 2026 di 104 miliardi, ossia il 4,6% del Pil.

Pnrr, il decreto bis per accelerare sui cantieri

Per imprimere un’accelerazione (i miliardi spesi finora sono solo 45,6 sui 101,93 ricevuti) a inizio settimana il governo ha varato il decreto Pnrr-bis che prevede il commissariamento degli enti ritardatari con tanto di obbligo di restituzione dei fondi mal investiti. «Stiamo facendo tutto quello che c’è da fare, sono ottimista», commentava nei giorni scorsi la premier Giorgia Meloni: guardando ai ritardi accumulati e alle 179 indagini per frodi legate ai finanziamenti del Recovery aperte dalla Procura europea nei confronti dell’Italia sulle 233 dell’intera Eurozona, c’è però ben poco per cui esserlo.

Provando a fare un punto sullo stato dell’arte Milano Finanza ha selezionato i primi cinque progetti del Pnrr in termini di importo per capire quale sia lo stato di avanzamento dei lavori. Operazione non semplice: come evidenzia Openpolis, i ritardi nel caricamento dei dati sulla piattaforma Italia Domani e l’impossibilità di accedere al Registro di monitoraggio e rendicontazione del piano (Regis) impediscono di reperire stime aggiornate.

Volendo allora fare affidamento su Openpnrr (il portale di Openpolis il cui ultimo aggiornamento risale al 20 ottobre), i cinque progetti più cospicui tra i 29.021 afferenti al Pnrr risultano tutti di tipo infrastrutturale. Non c’è da stupirsi: con l’ultima revisione del Piano il ministero dei Trasporti beneficerà infatti della fetta più grossa del Pnrr (39,7 miliardi), seguito da quello dell’Ambiente con 34,6 miliardi. Tutti e cinque i progetti, inoltre, fanno capo a Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), «principale soggetto attuatore in termini di avanzamento di spesa», come si legge nella 4ª Relazione semestrale sullo stato di attuazione del Pnrr approvata il 22 febbraio dalla cabina di regia di Palazzo Chigi.

Le cinque grandi opere del Pnrr

Il primo è la tratta dell’Alta Velocità Milano-Genova appartenente alla misura «Linee di collegamento ad Alta Velocità con l’Europa del Nord» (Liguria-Alpi) destinata a dimezzare i tempi di percorrenza sulle tratte Genova-Milano e Genova-Torino consentendo il transito di treni merci da 750 metri e aumentando la frequenza oraria dei treni dai 10 attuali a 24. Per la Milano-Genova i fondi di provenienza Pnrr ammontano a 3,33 miliardi su 8,09. Percentuale di avanzamento dell’opera complessiva: 37,5% sul 50% previsto per fine trimestre.

Segue la linea Catania-Roccapalumba-Palermo: 5,64 miliardi di euro, di cui 1,44 finanziati con il Pnrr nel quadro della misura «Collegamenti ferroviari ad Alta Velocità con il Mezzogiorno per passeggeri e merci» (Palermo-Catania) finalizzata a ridurre di un’ora il tempo di percorrenza sulla tratta e aumentare la capacità da 4 a 10 treni all’ora. Percentuale di avanzamento dell’opera complessiva: 50% sul 60% previsto per fine trimestre.

Al terzo posto la linea Alta Velocità/Alta Capacità Milano-Venezia: 2,79 miliardi di cui 1,95 finanziati dal Pnrr nel quadro della misura «Linee di collegamento ad Alta Velocità con l’Europa del Nord» (Brescia-Verona-Vicenza-Padova), che, a lavori completati, ridurrà il tempo di percorrenza sulla tratta di 15 minuti con un aumento della capacità e della regolarità del traffico. Percentuale di avanzamento dell’opera complessiva: 37,5% sul 50% previsto per fine trimestre.

Di importo leggermente inferiore la linea Alta Velocità di Rete Salerno-Reggio Calabria: 2,76 miliardi di cui 1,8 coperti dal Pnrr nel contesto della misura «Collegamenti ferroviari ad Alta Velocità con il Mezzogiorno per passeggeri e merci» (Salerno-Reggio Calabria). L’intervento in questione è relativo ai 33 chilometri della tratta Battipaglia-Romagnano, con l’obiettivo di ridurre di 80 minuti i tempi di percorrenza della Roma-Reggio Calabria e migliorare il transito dei treni merci diretti al porto di Gioia Tauro. Percentuale di avanzamento dell’opera complessiva: 50% sul 50% previsto per fine trimestre.

Chiude la cinquina un altro intervento relativo alla misura «Linee di collegamento ad Alta Velocità con l’Europa del Nord» (Brescia-Verona-Vicenza-Padova): la linea Alta Velocità/Alta Capacità Milano-Verona: 2,63 miliardi di cui 1,72 di Pnrr.

Limitandosi a questi progetti, uno soltanto risulta al pari con i tempi: degli altri quattro manca oltre un 10% a 30 giorni dalla fine del trimestre: occorre fare in fretta. (riproduzione riservata)



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