Piano industriale da 2,5 miliardi di euro per la Multiutility toscana che dal 2026 prenderà il nome di Plures. Nata a gennaio 2023 dalla fusione per incorporazione di Alia Servizi Ambientali, Publiservizi, Consiag e Acqua Toscana, ha partecipazioni strategiche nei principali operatori del territorio: il 58% di Publiacqua, il 19% di Acque Spa, il 31% di Toscana Energia e circa il 40% di Estra, di cui detiene il controllo grazie al patto di sindacato con Coingas.
Secondo le stime del piano, approvato dai cda di Alia e di Estra, il valore della Multiutility dovrebbe salire da 1,2 a 1,8 miliardi di euro entro il 2029. L’ebitda pro forma è previsto in crescita da circa 400 a 658 milioni, con un ritorno sugli investimenti atteso intorno al 10%.
Il nuovo piano industriale per il periodo 2025–2029 ha l’obiettivo di guidare la transizione ecologica nell’Italia centrale, con un modello che punta all’integrazione tra i settori dell’ambiente, dell’energia e del servizio idrico.
Per questi motivi, la ripartizione degli investimenti assegna 1,1 miliardi di euro allo sviluppo di energie rinnovabili, smart city e reti energetiche. Altri 900 milioni andranno al rafforzamento delle reti idriche, interventi per la resilienza climatica e la depurazione. I restanti 500 milioni, invece, saranno impegnati per il ciclo dei rifiuti, in particolare per l’ammodernamento impiantistico e il miglioramento della raccolta differenziata.
Il piano prevede anche strumenti rivolti alla cittadinanza, come un sistema di bonus legato ai comportamenti ambientali virtuosi (come la corretta raccolta differenziata) e l’introduzione di 240mila contatori smart. Sono inoltre previsti interventi sul fronte occupazionale: valorizzazione del personale interno, internalizzazione di competenze e investimenti sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per Alberto Irace, amministratore delegato di Alia Multiutility, il piano è pensato come una «svolta industriale» per rispondere agli obiettivi dei Comuni azionisti. Lorenzo Perra, presidente di Alia, vede nelle scelte strategiche la realizzazione di «un’infrastruttura pubblica moderna al servizio del territorio».
Dal fronte Estra, il presidente esecutivo Francesco Macrì ha sottolineato che il piano rappresenta una «tappa chiave per l’aggregazione delle utility toscane», mentre l’amministratore delegato Nicola Ciolini ha indicato come priorità la trasformazione dell’energia in «infrastruttura sociale», attraverso investimenti in fotovoltaico, reti resilienti e intelligenza artificiale. (riproduzione riservata)