La mossa su Acea Energia, che se andrà a segno porterà Plenitude all’obiettivo di oltre 11 milioni di clienti in anticipo di due anni sul piano industriale, interrompe un lungo periodo di sola crescita organica da parte della controllata dell’Eni. La proposta di acquisto vincolante da quasi 600 milioni di euro presentata il 4 giugno ad Acea, infatti, arriva dopo tre anni dall’ultima e unica acquisizione nel settore retail effettuata da Plenitude. Allora, era dicembre 2022, la società satellite del Cane a sei zampe era nata da alcuni mesi e aveva messo a segno l’acquisizione di Plt, gruppo italiano integrato nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e nella fornitura di energia a clienti retail, assicurandosene circa 90 mila. Per altre operazioni bisogna risalire più indietro nel tempo, quando la società si chiamava ancora Eni Gas e Luce, come per Aldro Energìa y Soluciones che aveva aperto alla futura Eni Plenitude le porte del mercato spagnolo e portoghese con circa 250 mila clienti.
Ora, con la potenziale acquisizione di Acea Energia si entra in un altro ordine di grandezza: per numero di clienti (1,4 milioni) e per controvalore (circa 550 milioni di euro). Alla presentazione dell’offerta vincolante, Eni Plenitude ci è arrivata col pieno appoggio degli azionisti Eni (90%), Eip (10%) ma anche della potenziale new entry Ares, entrata in trattative esclusive per acquisire il 20% del capitale proprio nel pieno delle interlocuzioni con Acea.
Va detto che la controllata verde di Eni, guidata dall’ad Stefano Goberti, ha sempre affiancato alla crescita organica una strategia di acquisizioni mirate. Ma questo doppio binario è stato molto più evidente per le rinnovabili, dove è arrivata a una capacità installata di oltre 4 Gigawatt. Il portafoglio di asset, come si legge nei documenti finanziari della società, è «integrato da operazioni selettive di acquisizione di asset e progetti», oltre che da partnership strategiche nazionali e internazionali.
Per avere un quadro complessivo di come si è rafforzata Plenitude nel verde, è utile guardare la voce partecipazioni, che a fine 2024 era già salita oltre il miliardo di euro. I 354 milioni di euro in più rispetto al 2023 sono dovuti infatti alle acquisizioni e sottoscrizioni di capitale, come i 212 milioni per Edp Renováveis, e gli esborsi per l’80% di impianti fotovoltaici negli Stati Uniti, Cattlemen (Texas), Timber, Road e Blue Harvest (Ohio). Una buona fetta del valore delle partecipazioni è rappresentata da Vårgrønn (406 milioni di euro), seguita in ordine decrescente da 2023 Sol IX (149 milioni), GreenIT (111 milioni), Novis Renewables Holding (74 milioni), Bluebell (72 milioni), 2022 Sol VII (61 milioni), Hergo Renewables (33 milioni), Mangistau Renewables (21 milioni) e Siel Agrisolare (14 milioni).
Tornando al business retail, queIlo che sarà maggiormente impattato dall’acquisizione di Acea Energia, Eni Plenitude conta oggi due milioni di clienti all’estero e otto in Italia, che le valgono il secondo posto nella classifica dominata da Enel. Il valore contabile complessivo dell’area è di poco superiore ai due miliardi di euro. Di questi, 818 milioni riguardano le unità operative suddivise tra il mercato Italia (328 milioni), Plenitude Energy Services (156 milioni), Francia (111 milioni), Slovenia (52 milioni), Grecia (94 milioni) e Spagna (77 milioni). A queste cifre si aggiunge un avviamento attribuito al settore Retail di circa 1,22 miliardi di euro.
Ma quanto sono stati valutati i clienti di Acea Energia?
Secondo Equita, assumendo un’offerta di acquisto di circa 550 milioni a livello di enterprise value, la valutazione sul mercato libero dovrebbe aggirarsi intorno a 400-430 euro per cliente, gli 814 mila circa del settore elettrico e i 437 mila del gas, calcolando a parte 30 milioni di euro per i clienti vulnerabili e le piccole e medie imprese in regime di tutele graduali, cifra che la banca d’affari ritiene adeguata per le caratteristiche della clientela di Acea Energia in base a tasso di abbandono e bollette non pagate (la piazza romana ha una percentuale di morosità tra le più basse d’Italia).
Nei calcoli di Equita l’insieme dei clienti di Acea Energia vale intorno ai 600 milioni nella somma delle parti, esclusi i crediti fiscali e le attività di energy saving collegate al superbonus, per circa 130-150 milioni di euro. Acea riunirà il cda nei prossimi giorni per approvare l’offerta di Eni Plenitude. A quel punto potrà partire ufficialmente la due diligence, con l’obiettivo di finalizzare l’operazione non prima della primavera 2026. (riproduzione riservata)