La partita tra Sinochem e Camfin su Pirelli si giocherà in punta di diritto. Al centro la legge americana sui veicoli connessi, ossia quelli in grado di raccogliere dati sensibili e utilizzarli in tempo reale. La nuova norma Usa, in sintesi, vieta la vendita di veicoli connessi da parte di produttori di proprietà o controllati dalla Cina e di veicoli che utilizzano il loro software o componenti rilevanti.
Come era stato scritto in una lettera del governo Usa la scorsa primavera, il caso di CyberTyre e Pirelli, visto il peso nell’azionariato (34%) di Sinochem, rientra tra quelli attenzionati.
La soluzione avanzata dal fronte cinese è quella di isolare in un veicolo interamente controllato da Pirelli e a gestione italiana le attività critiche per la norma Usa, con una segregazione sul «modello TikTok».
Di fatto, Sinochem punterebbe a societarizzare quanto già oggi avviene all’interno del board, in cui i rappresentanti cinesi sono stati esclusi dal golden power dalla trattazione di determinate materie e dati.
Inoltre, si potrebbe sottolineare anche che la diffusione della tecnologia Cyber Tyre, al momento, è limitata a pochi modelli e marchi (accordi con Pagani, McLaren e Aston Martin) e perciò non verrebbe pregiudicato l'intero mercato Usa.
La replica di Camfin è stata netta: la soluzione proposta è «pregiudizievole per il modello di business di Pirelli e per lo sviluppo tecnologico della società» e non renderebbe il gruppo compliant alle norme Usa. A monte, in una struttura simile, ci sarebbe comunque un gruppo con Sinochem primo socio.
Dal punto di vista operativo, poi, potrebbe essere difficile una messa a terra del modello prospettato da Sinochem: Pirelli realizza prodotti (e non servizi come TikTok), il cui sviluppo è strettamente interconnesso. Isolare CyberTyre potrebbe complicare l’ulteriore sviluppo della tecnologia e potrebbe finire per danneggiare la leadership tecnologica di Pirelli, che garantisce un premium price ai prodotti della Bicocca.
Inoltre, se è vero che l’adozione di Cyber Tyre per ora è limitata a pochi modelli e marchi, d’altro canto si potrebbe immaginare che il blocco del mercato Usa disincentiverebbe ulteriori adozioni a livello mondiale perché complicherebbe lo sviluppo dei modelli alle case automobilistiche. Senza considerare che la creazione di un’altra società segregata implicherebbe la duplicazione di alcuni costi.
Sullo sfondo resta poi un’altra legge, il golden power italiano che sarà chiamato a regolare nuovamente i rapporti tra Sinochem e Camfin. La norma regala ampi poteri di intervento per tutelare la sicurezza nazionale, ma andrà trovata una difficile sintesi tra la tutela del business, il rispetto della norma Usa e i diritti dei soci di un'impresa privata. (riproduzione riservata)