L’assemblea di Pirelli elegge il nuovo cda per il triennio 2026-2028 a trazione italiana. La lista presentata Camfin, insieme ai veicoli collegati Mtp, Camfin Alternative Assets e Longmarch Holding, che risponde a Marco Tronchetti Provera, secondo azionista con il 26,5% del capitale, ha ricevuto il 58,07% dei voti. Superata la lista di Sinochem – di minoranza viste le prescrizioni imposte dal golden power nonostante il ruolo di primo socio, con il 34,1% del capitale – si è fermata al 41,9% dei voti. All’assemblea ha partecipato l’81,44% del capitale.
Formalmente toccherà al board eleggerli nei rispettivi ruoli nella riunione di settimana prossima, ma la vittoria del fronte italiano, di fatto, certifica il prossimo ritorno di Marco Tronchetti Provera al ruolo di presidente del gruppo dei pneumatici e la conferma per Andrea Casaluci come amministratore delegato. Casaluci recentemente è stato indicato come miglior ceo auto tra le mid cap europee dall’indagine condotta da Extel relativa al 2025 e terzo in tutte le fasce di capitalizzazione del settore auto.
Va ricordato che all’interno della lista italiana erano presenti anche dei rappresentanti del Comitato dei Gestori, coinvolto su iniziativa di Mtp e Camfin visto che rischiavano di non avere rappresentanti con la presentazione di due liste da parte dei principali azionisti. Un gesto che, secondo quanto risulta da fonti di mercato, sarebbe stato particolarmente apprezzato dagli investitori istituzionali hanno apprezzato il fatto che nella lista di maggioranza sono stati inseriti anche tre nominativi indicati dal comitato dei gestor
Il nuovo board di Pirelli, quindi, oltre a Tronchetti Provera e Casaluci, vede presenti come consiglieri eletti dalla lista di Pirelli Giovanni Tronchetti Provera (l’unico altro nome non indipendente); i confermati Michele Carpinelli e Luca Rovati; i nuovi entranti Alessia Carnevale, Claudia Parzani, Veronica Squinzi e Michela Zeme; e infine i tre indicati dal Comitato dei gestori, Roberto Diacetti (già nel board), Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini e Costanza Esclapon de Villeneuve.
Eletti come rappresentanti dei cinesi, invece, Zhang Haitao, Xi Xiaohong (indipendente) e Wang Kun (indipendente). Il golden power ha imposto a Sinochem un massimo di tre rappresentanti e l’assenza anche dai comitati endoconsiliari. Resta pendente al Tar il ricorso cinese contro le prescrizioni imposte dal governo.
L’assise ha anche approvato il bilancio 2025, chiuso con ricavi per 6,77 miliardi di euro e utili per oltre 530 milioni, e la distribuzione di un dividendo complessivo di 0,34 euro per azione, per un totale di circa 369 milioni. Il bilancio è stato approvato dal 57,98% dei presenti, mentre i cinesi hanno votato ancora contro l’ok ai conti 2025, certificando la permanenza della spaccatura tra soci. Approvata dal 99,99% del capitale, invece, la distribuzione del dividendo.
L’assise ha approvato anche la retribuzione per chi ricopre il ruolo di consigliere e nei comitati endoconsiliari, la politica di remunerazione al 2026, i piani di incentivazione per il triennio 2026-2028 e la normalizzazione degli effetti derivanti da una operazione straordinaria relativa a una delle società inclusa nel panel di riferimento per l’obiettivo di Tsr relativo, ai fini della valorizzazione del suo impatto sul Tsr relativo, per i piani di incentivazione dei trienni 2023-2025, 2024-2026 e 2025-2027. (riproduzione riservata)