Il governo italiano potrebbe intervenire nuovamente su Pirelli tramite golden power, per consentire al gruppo della Bicocca di operare liberamente negli Stati Uniti congelando i diritti di voto di Sinochem.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, il governo Meloni starebbe valutando un nuovo intervento per risolvere lo stallo creatosi nell’azionariato di Pirelli nel caso in cui Sinochem, primo azionista intorno al 34%, e Marco Tronchetti Provera, secondo socio sopra il 25% tramite i veicoli Camfin e Mtp spa, non trovassero un accordo in grado di sbloccare la situazione entro gennaio.
Si tratterebbe, spiega l’Ft, di utilizzare «l’ultima risorsa a disposizione» per evitare il ban che il governo Trump imporrà da marzo ai prodotti contenenti dispositivi hardware e software in grado di ottenere dati dalle auto dei cittadini americani e che vedono una forte presenza cinese nell’azionariato.
Sulle indiscrezioni il titolo corre: a circa mezz’ora dall’apertura di Piazza Affari guadagna oltre l’1% e scambia intorno a 6 euro.
La potenziale mossa del governo non stupisce, visto che si avvicina l’assemblea decisiva per il rinnovo della governance. Va ricordato che il patto parasociale tra Sinochem e Tronchetti Provera scadrà il 19 maggio, prima dell’assemblea che si terrà in primavera e in cui dovrà essere anche rinnovato il board di Pirelli.
Il rischio, in caso di mancato accordo, è che si possa arrivare a uno scontro in assemblea con la presentazione di liste diverse da parte dei cinesi e del fronte italiano. Il congelamento dei diritti di voto di Sinochem eviterebbe questo scenario – che già ha limitazioni di governance proprio sul fronte della tutela dei dati dei cittadini – e potrebbe forse consentire a Pirelli di sbloccare la situazione negli Usa.
Le trattative tra le parti, stando alle ultime dichiarazioni effettuate dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sono in corso. Il governo, aveva spiegato il titolare del Mimit, ha riportato al tavolo le parti dopo che i cinesi avevano respinto le proposte avanzate dal management guidato da Tronchetti Provera. Il mese scorso Sinochem ha nominato come advisor Bnp Paribas per valutare le opzioni sul tavolo.
Pirelli si trova con le spalle al muro perché rischia di perdere il mercato più importante sulla fascia dei pneumatici premium: gli Usa da soli, infatti, rappresentano almeno un quinto dei ricavi del gruppo. Il gruppo della Bicocca rischia quindi di non poter commercializzare prodotti contenenti la tecnologia Cybertyre, dedicata alla raccolta di dati in tempo reale per migliorare sicurezza e prestazioni delle automobili.
Novità sul fronte dell’azionariato potrebbero anche far diventare Pirelli un’opportunità di investimento. Gli analisti di Citi scrivono che «rimarrebbero acquirenti» in caso di ribassi del titolo e che «Pirelli rimane a buon mercato rispetto ai produttori globali di pneumatici, nonostante abbia margini e capacità di determinare i prezzi chiaramente più forti» della concorrenza.
Inoltre «un’eventuale riduzione della partecipazione cinese potrebbe aprire la strada a un’espansione della capacità negli Stati Uniti e a una rivalutazione del titolo». (riproduzione riservata)