Pirelli corre a Piazza Affari con l’ipotesi di un isolamento del 34% posseduto da Sinochem in un blind trust, che escluderebbe quindi dalla gestione della partecipazione il fronte cinese pur mantenendone i benefici dal punto di vista finanziario. Il titolo ha guadagnato anche circa il 5% nel corso della seduta, per poi ritoccare verso il basso e chiudere con un rialzo del 3,46% a 6,4 euro.
Il parziale ritracciamento potrebbe essere legato al fatto che, nel corso della giornata, sia progressivamente emersa l’impressione che l’ipotesi non sia fondata. Stando a quanto raccolto da MF-Milano Finanza da più fonti di mercato, Sinochem non vorrebbe esplorare l’opzione blind trust. Il fronte cinese al contrario considererebbe ancora prioritaria la propria proposta di isolare in un veicolo di proprietà Pirelli e gestito dal management italiano guidato da Marco Tronchetti Provera le attività legate alla tecnologia Cyber Tyre negli Usa, per ottemperare alle nuove normative americane sui veicoli connessi che faranno scattare le prime limitazioni dal 17 marzo.
La proposta cinese, come aveva raccontato MF-Milano Finanza, sarebbe da esaminare in modo approfondito secondo il governo al tavolo del golden power. Ma l’ipotesi è già stata respinta pubblicamente da Camfin.
Fonti di mercato hanno spiegato a questo giornale che non sarebbe ancora stata depositata la notifica al golden power del mancato rinnovo del patto parasociale – formalmente ci sono 10 giorni di tempo dalla decisione per effettuarla –, ma informalmente i lavori sono già partiti da tempo per cercare una soluzione condivisa tra i soci. Un accordo tuttavia sembra ancora lontano. Da tempo circola l'ipotesi di una riduzione della quota cinese per ridurne il peso nell’azionariato e sbloccare così il mercato statunitense, ma Sinochem non ha dato segnali di apertura concreti in questa direzione per il momento.
Il governo sta ancora valutando le opzioni possibili, consapevole che l’imposizione di una riduzione (o cessione totale) della quota di Sinochem o una pesante limitazione dei suoi diritti di voto sarebbe una soluzione radicale con possibili conseguenze politiche nelle relazioni con Pechino. L’esecutivo è tornato nuovamente nella partita a causa della disdetta del patto parasociale tra Camfin e i cinesi: in base alle prescrizioni imposte dal golden power nel 2023, ogni modifica agli accordi implica automaticamente una nuova valutazione di Palazzo Chigi.
Il termine per arrivare a una definizione sulla governance e una scelta del golden power sulle misure da adottare è il 19 maggio (data di scadenza del patto tra Sinochem e Camfin), in tempo per l’assemblea del 24 giugno dove verrà rinnovato il board.
L’idea del blind trust era emersa ieri dalle indiscrezioni raccontate dal Messaggero. Per il quotidiano romano la possibilità sarebbe stata concretamente sul tavolo del governo e in fase avanzata di valutazione tra gli azionisti, tanto che sarebbe stata anche informalmente approvata dalle autorità Usa in alcune interlocuzioni consentendo così alla tecnologia Cyber Tyre un pieno accesso al mercato americano.
L’ipotesi ieri è stata presa in considerazione anche dagli analisti. Per Equita, se venisse adottata l’opzione blind trust, «verrebbe meno il rischio di placement di una quota della partecipazione di Sinochem entro il 17 marzo (scadenza da rispettare per essere conformi alla legislazione Usa che vieta l'utilizzo di veicoli connessi di fornitori con azionisti rilevanti cinesi), ma non verrebbe rimosso, dato che per Sinochem riteniamo non abbia senso restare come azionista puramente finanziario». Banca Akros ha osservato che il blind trust – ovviamente se approvato dalle autorità Usa – «potrebbe consentire a Sinochem di mantenere la proprietà della quota di Pirelli, consentendole al contempo di operare pienamente negli Stati Uniti».Nel frattempo gli analisti di Intesa Sanpaolo che hanno confermato il buy e alzato il target price da 7 a 7,1 euro grazie a una performance migliore del mercato nel quarto trimestre. (riproduzione riservata)