I mercati pubblici del credito sono un’«enorme opportunità» per gli investitori di ottenere rendimenti simili a quelli delle azioni, con le obbligazioni societarie di alta qualità, ma con una volatilità minore. Lo spiegano Mark Diesel, CIO Global Credit e Jamie Weinstein, Portfolio Manager di Pimco. Analogo discorso per i mercati privati: «poiché le banche sono diventate meno disposte a concedere prestiti, vediamo una crescente opportunità a lungo termine di fornire soluzioni di finanziamento attraverso i mercati privati. L'incremento del credito privato per le aziende potrebbe addirittura essere un vento di coda per l'economia in generale».
I rendimenti, nominali e corretti per l’inflazione, sono ai massimi da 15 anni: così l’investitore ha l’opportunità di ottenere rendimenti simili a quelli azionari ma dovendo sopportare un terzo o la metà della volatilità (quindi del rischio). Perciò i manager intravedono un’opportunità di rendimento a basso rischio: «Riteniamo che questo sia un momento interessante per abbandonare le azioni e passare alle obbligazioni di alta qualità. Quando i rendimenti raggiungono questi livelli, la domanda da parte dei fondi pensione e delle compagnie assicurative tende ad aumentare per ottenere rendimenti simili a quelli delle azioni» e inoltre: «Allo stesso tempo, ci sono meno società interessate a emettere debito a questi rendimenti e quindi meno nuova offerta. Questo crea uno scenario tecnico favorevole», osservano.
La qualità del credito delle società investment grade ha resistito bene: in molte continuano a generare flussi di cassa in eccesso anche in recessione. La qualità complessiva del credito, considerando anche le obbligazioni più rischiose (high yield), è migliorata nell’ultimo decennio. Per questo c’è l’opportunità, spiegano i manager, di costruire portafogli di crediti «attraenti e difensivi», con potenziale di rialzo grazie al restringimento degli spread e al rimborso del debito. E al contempo Pimco sta aumentando la fornitura di soluzioni di capitale privato. «Amiamo il credito perché non riguarda solo l'economia. È molto più complesso e ci sono sempre opportunità di investimento se si esaminano le forze trainanti sottostanti», spiegano i manager, sottolineando come si possano sfruttare i settori più in crescita. «Ad esempio, negli ultimi tempi si è visto che la gente spende meno in beni e più in esperienze come vacanze, viaggi e concerti. Siamo stati posizionati per una ripresa del turismo, quindi in questo momento ci concentriamo sui settori del "divertimento". Tra questi figurano le compagnie aeree, gli hotel, il gaming, le case vacanza, i parchi a tema e le sale concerti. Molti investitori sono sottoinvestiti in questi settori», suggeriscono. Al contrario, a causa della politica monetaria restrittiva, i manager hanno ridotto l’esposizione alle banche e ai titoli finanziari, spostando l’attenzione verso servizi non ciclici come i servizi di pubblica utilità, l’assistenza sanitaria, le telecomunicazioni , la difesa, l’aerospazio.
La gestione attiva è vista come un vantaggio nei mercati globali del credito, dove ci sono differenze significative tra i settori e le industrie. «Per le società che devono far fronte alla pressione dei tassi d'interesse elevati e a risultati non uniformi nell'economia in generale, vediamo l'opportunità di investire in situazioni personalizzate con una mitigazione strutturale del rischio di ribasso, che offrono rendimenti simili a quelli che potrebbero offrire le operazioni di private equity, ma con un rischio inferiore», spiegano i manager. «Vale la pena sottolineare che le economie dei Paesi non sono tutte uguali in termini di crescita e inflazione. Vediamo una significativa frammentazione globale per settore e industria, e questo ci rende entusiasti della gestione attiva nei mercati globali del credito» concludono. «Avere risorse e analisti in loco in tutto il mondo ci dà un vantaggio». (riproduzione riservata)