Chiusura in forte rosso per Piazza Affari in una giornata in cui, dopo il rimbalzo di ieri, i mercati sono tornati ad accumulare pesanti perdite. Sullo sfondo, oltre al raffreddamento dei negoziati tra Russia e Ucraina, ci sono stati la riunione della Bce e il dato sull'inflazione americana, ai massimi dal 1982. Il Ftse Mib ha terminato le negoziazioni al ribasso del 4,2% a 22.887 punti, risultando maglia nera nel Vecchio Continente.
Male anche Dax (-2,9%), Cac (-2,8%), Stoxx 600 (-1,7%) e Ftse 100 (-1,5%). Negativi anche gli indici di Wall Street dopo la lettura sul sul carovita di febbraio al 7,9% (7,8% il consenso): il Dow Jones perde l'1,3%, l'S&P 500 l'1,5%, il Nasdaq il 2,2%. Spread in forte rialzo a 165 punti base, rendimento del Treasury decennale di nuovo al 2%.
Nella riunione odierna del board della Banca centrale europea le discussioni sull'outlook sono state "molto intense", puntualizzando che sul tavolo dei banchieri le valutazioni dell'attuale contesto sono state differenti tra loro, "in tutte le direzioni", e il Consiglio alla fine ha scelto di mantenere un "approccio bilanciato", ha detto Christine Lagarde, presidente dell'istituto con sede a Francoforte, nella conferenza stampa successiva alla riunione. La Bce ha comunque sorpreso i mercati riducendo il ritmo del Piano di Acquisto di Attività a maggio e a giugno nel pieno della guerra in Ucraina.
Lieve frenata nella seconda parte di giornata per le commodity: il Wti è arrivato a 110 dollari al barile, il Brent quasi a 114. Oro a 2.000 dollari l'oncia. Bitcoin appena sopra i 39mila dollari. Dollaro forte: il cross tra euro e biglietto verde si è abbassato a 1,100. (riproduzione riservata)