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Andrea Scauri, gestore del fondo azionario Lemanik High Growth
Andrea Scauri, gestore del fondo azionario Lemanik High Growth
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Piazza Affari, le 9 azioni preferite da Scauri (Lemanik) per un anno record

14 gennaio 2026, 02:00

Gli anni delle elezioni di midterm nel secondo mandato di un presidente sono storicamente positivi con oltre +20% per l’indice S&P 500. E i mercati europei potrebbero sovraperformare i listini statunitensi. I titoli migliori

Il 2026 sarà un altro anno positivo per l’azionario globale. A Wall Street gli anni delle elezioni di midterm nel secondo mandato presidenziale sono storicamente positivi, con guadagni superiori al 20% per l’indice S&P 500. E i mercati europei potrebbero sovraperformare i listini statunitensi, registrando nuovi massimi nel 2026, secondo le previsioni di Andrea Scauri, gestore del fondo azionario Lemanik High Growth, che ammette: «ci saranno anche battute d’arresto: la volatilità sarà più pronunciata con potenziali importanti correzioni, ma una recessione resta improbabile con la liquidità e gli stimoli a sostegno dell'economia nel 2026».

Previsioni positive per l'azionario globale nel 2026

Così l’esperto di Lemanik sta posizionando le sue previsioni nella parte alta delle aspettative: «I nostri modelli di analisi indicano un potenziale rialzo del 15-20% per l’S&P 500. Non ha senso essere contrarian, se le prove non lo supportano e tutti i nostri dati analitici e l'analisi dei modelli stagionali indicano un altro anno forte». Il punto è che eventuali cali significativi dovrebbero, comunque, essere considerati come opportunità di acquisto, come è stato fin dall'ottobre 2022.

Fattori di rischio e opportunità di acquisto

Non si tratta solo del fatto che i tassi vengono tagliati negli Stati Uniti, ma anche di un contesto monetario e fiscale altamente favorevole, in cui la Fed, il Tesoro e il Governo faranno di tutto per stimolare l'economia e gli asset rischiosi in vista delle elezioni di medio termine. Il timore di un aumento dell'inflazione, avverte Scauri, molto probabilmente sarà uno dei principali fattori di rischio per il 2026. «Ma riteniamo che si tratterà solo di episodi temporanei».

Driver di crescita e settori chiave

In quest’ottica, se si guarda ai precedenti storici sull'andamento dei mercati, quando la Fed taglia i tassi in prossimità dei massimi storici, si vedono forti rendimenti futuri. La visibilità sul 2026 dipende dalla continua crescita della spesa statunitense in AI, dai temi di decarbonizzazione, dal ritorno alla crescita dei consumatori cinesi e dagli investimenti in difesa.

Riguardo a quest’ultimo settore è stato debole in Europa nel quarto trimestre a causa dei colloqui di pace in Ucraina, anche se non c’è evidenza di una soluzione positiva. Gli Stati Uniti si stanno preparando a un ulteriore disimpegno dal Vecchio Continente, costringendo i Paesi europei a confermare (se non ad aumentare) i loro investimenti militari.

«Per questo motivo, a seguito del recente declassamento del settore, confermiamo il nostro outlook positivo sui titoli della difesa come Leonardo, Avio e Fincantieri tra quelli italiani, Hensold, Rehnimetal, Renk e Indra tra quelli europei. Inoltre, vediamo spazio per le società esposte ai temi della ricostruzione e delle infrastrutture come Danieli», suggerisce Scauri.

Le azioni preferite e le strategie di investimento

Le altre azioni preferite includono Azimut, sulla scia della valutazione molto bassa rispetto ai concorrenti, degli eccellenti dati di afflusso e del previsto spin-off della «nuova banca», che sta guidando il re-rating del gruppo; tra gli altri finanziari Bper, poi l’azione di risparmio di Tim, complice una governance molto più lineare con l'ingresso di Poste. Al contempo, «manteniamo la nostra posizione su Mfe a seguito dell'offerta vincente su ProsiebenSat1. L'integrazione tra le due società può generare sinergie rilevanti, più che raddoppiando l'ebitda di Mfe da sola».

Infine, il settore auto, e l’occhio cade su Stellantis, è diventato una posizione core dopo i dati recenti «che mostrano quello che riteniamo essere il punto di flesso per i volumi e il destoccaggio». (riproduzione riservata)



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