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Piazza Affari in lieve calo in attesa delle Banche centrali
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Piazza Affari in lieve calo in attesa delle Banche centrali

di Marco Sasso
11 dicembre 2017, 18:15 Ultimo aggiornamento: 18:21

Gli investitori sono rimasti concentrati sulle riunioni del Fomc e della Bce dei prossimi giorni in una seduta priva di appuntamenti macroeconomici rilevanti. Attesa per domani la lettura dell'indice Zew tedesco. A Piazza Affari in luce il settore oil sospinto dal rialzo dei prezzi del petrolio

Prima seduta di settimana leggermente negativa per le principali borse europee in una giornata priva di appuntamenti macro di rilievo. Il FtseMib ha chiuso in ribasso dello 0,36% a 22.690 punti, mentre il Cac40 di Parigi e il Dax30 di Francoforte hanno entrambi lasciato sul terreno lo 0,23%. Spread in leggero rialzo a 136,048 punti, con il rendimento del decennale all'1,654%, mentre il cross euro/dollaro ha terminato di poco sopra quota 1,18 a 1,1803.

L'attenzione degli investitori è rivolta principalmente alle importanti riunioni delle Banche centrali previste per questa settimana. Mercoledì 13, infatti, la Federal Reserve americana renderà nota la decisione sui tassi d'interesse, previsti ormai al rialzo, mentre per giovedì 14 è in programma la riunione della Banca centrale europea. Quest'ultima non dovrebbe fornire indicazioni operative circa la politica monetaria, ma dovrebbe fornire le previsioni aggiornate dei suoi tecnici in materia di crescita economica e inflazione.

In positivo, invece, l'indice Ftse100 di Londra che ha guadagnato lo 0,81%. Nonostante gli investitori temessero l'impatto del rialzo dei tassi d'interesse da parte della Banca centrale inglese "in un contesto già debole dopo il voto post-Brexit", i dati macroeconomici britannici della scorsa settimana sull'indice Pmi e sulla produzione industriale a ottobre hanno confermato che "la Gran Bretagna continua a trovarsi in una situazione migliore rispetto a quanto si temeva", ha affermato Franz Weis, gestore del fondo Comgest Growth Europe Opportunities, sottolineando che "i venti di ripresa in Europa sono arrivati anche oltremanica".

Sul fronte macro, è atteso per domani l'indice Zew tedesco, che a dicembre dovrebbe leggermente correggere dopo tre mesi di rialzi, mentre la seconda lettura dei dati sui prezzi al consumo di novembre dovrebbe confermare che l'inflazione è salita di tre decimi in Germania (all'1,8%), di un decimo in Francia (all'1,3%) ed è rimasta stabile in Italia e Spagna (all'1,1% e all'1,7%). Infine, la produzione industriale di ottobre sia nell'Eurozona che in Italia è attesa in recupero dopo il calo di settembre.

Tra i titoli di Piazza Affari, in particolare luce il segmento dell'Oil, con Tenaris che ha chiuso a +2,76% a 13,02 euro, Saipem +2,51% a 3,43 euro ed Eni +0,5% a 13,97 euro. Particolare spinta è stata fornita dal rialzo dei prezzi del petrolio, con il Wti in crescita dello 0,92% a 57,89 euro e il Brent a 64,64 euro, in rialzo dell'1,96%.

Telecom I. ha guadagnato lo 0,73% a 0,76 euro. Il titolo continua a essere sostenuto dal possibile accordo con Mediaset sui contenuti e dal tema dello spin-off della rete. Mediaset ha segnato un rialzo dello 0,61% a 3,302 euro e sul titolo Equita Sim, ha confermato la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 3,6 euro, ponendo l'accento su un'intervista dell'ad Piersilvio Berlusconi. Il Ceo di Mediaset ha evidenziato che "l'audience del gruppo e in particolare di Canale 5 è stata positiva nel periodo autunnale (periodo di garanzia per la raccolta pubblicitaria), con un incremento dello share". Secondo gli analisti, un accordo con Tim-Vivendi sarebbe sicuramente positivo per il gruppo e aumenterebbe la visibilità sui risultati futuri.

Poco mossa Leonardo (+0,1% a 10 euro), che sul finale di seduta ha diminuito i guadagni. Ieri in Qatar la società ha siglato un contratto per la costruzione di 24 Typhoon, per un valore complessivo di 6,8 miliardi di euro e oggi Goldman Sachs ha alzato la raccomandazione da neutral a buy, con prezzo obiettivo a 12,3 euro.

Tra i bancari Intesa Sanpaolo -0,14%, Ubi B. -0,29%, Mediobanca -0,36%, Banco Bpm -1,68%. In particolare, Unicredit ha perso il 2,06% in attesa del Capital Markets Day di domani in cui il ceo, Jean Pierre Mustier, aggiornerà il mercato sullo stato di avanzamento del piano industriale presentato lo scorso dicembre. In generale gli analisti si attendono che domani Mustier si focalizzi sull'evoluzione del capitale della banca, con indicazioni sugli impatti attesi dalle nuove regole IFRS9 e da Basilea 4, e sulla riduzione del portafoglio di non performing loans.

Bene Azimut Holdings (+0,38% a 15,87 euro) che ha acquistato, tramite la controllata australiana AZ Next Generation Advisory, il 100% del gruppo australiano Henderson Maxwell, raggiungendo un totale di masse gestite di 4,1 miliardi di euro nel Paese.

Male invece Luxottica (-1,36% a 50,75 euro). Il presidente di Essilor, Hubert Sagnières, ha dichiarato in un'intervista che dopo il completamento della fusione tra le due società verrà nominato un nuovo ceo "professionista". Tuttavia, i tempi per questo passaggio non sono ancora stati definiti.

Fuori dal listino principale, Salini Impregilo ha perso lo 0,06% a 3,166 euro. La società ha vinto contratti per un valore di 490 milioni di dollari in Oman, Abu Dhabi e negli Stati Uniti. In particolare il gruppo italiano è entrato nel mercato dell'Oman con Fisia Italimpianti, aggiudicandosi un contratto del valore di 100 milioni di dollari per un impianto di dissalazione in joint venture con Abengoa per il cliente saudita Acwa Power. L'impianto fornirà acqua potabile alla citta di Salalah, nel sud ovest del Paese.

Infine, IdeaMi ha concluso negativamente il proprio debutto sul segmento Aim in ribasso del 2,15% a 9,785 euro. La prima spac istituzionale lanciata da Banca Imi e DeA Capital è stata ammessa oggi alle contrattazioni, dopo una raccolta di 250 milioni e un prezzo di sottoscrizione a 10 euro per azione.



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