In Europa il clima resta improntato alla prudenza. Gli indici azionari europei scendono (a Milano pesa lo stacco cedole per l’1,5%) poiché i recenti attacchi con droni in Medio Oriente spingono al rialzo i prezzi del petrolio (future sul Brent +1,6% a 111,12 dollari al barile alle 18 del 18 maggio) e i rendimenti dei titoli di Stato (Treasury Usa 10 anni al 4,59%, Btp stessa scadenza al 3,94%), mentre l'euforia per l'intelligenza artificiale alla base del rialzo del settore tecnologico sarà messa alla prova dai conti trimestrali di Nvidia che verranno pubblicati mercoledì 20 maggio.
Il tutto mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avvertito che l'Iran deve agire «in fretta» per raggiungere un accordo di pace, altrimenti la Casa bianca tornerà a considerare opzioni militari contro Teheran. Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz rimane chiuso a quasi tutte le navi, mentre Teheran cerca di formalizzare il proprio controllo sul canale che, in tempi normali, trasporta il 20% del commercio mondiale di petrolio.
La chiusura sta prosciugando rapidamente le scorte petrolifere globali, ha avvertito l’Aie, basteranno solo per poche settimane. «Le scorte potrebbero raggiungere livelli critici entro la fine di giugno, preparando il terreno per un Brent a 130-140 dollari al barile, se non di più», prevedono gli analisti di Capital Economics. «Se lo Stretto rimanesse chiuso fino alla fine dell'anno e il petrolio si mantenesse intorno ai 150 dollari al barile fino al 2027, ciò spingerebbe l'inflazione vicino al 10% nel Regno Unito e nella zona euro, riportando i tassi ai loro recenti picchi e portando a una recessione globale».
Anche la svendita globale di obbligazioni minaccia di arrestare il rally guidato dall'intelligenza artificiale, secondo gli esperti di Morgan Stanley. «Se il mercato obbligazionario dovesse diventare più volatile e i tassi di interesse a lungo termine continuassero a salire, ci aspetteremmo la prima correzione significativa dei prezzi azionari da quando i mercati hanno toccato il fondo alla fine di marzo», indicano gli analisti di Morgan Stanley, pur mantenendo la loro previsione rialzista a lungo termine su Wall Street con l’indice S&P500 atteso a a 8.300 punti nei prossimi 12 mesi dal livello del 18 maggio a 7.387 punti.
In questo contesto difficile Banca Akros ha aggiornato la sua selezione dei titoli preferiti (le top pick). In particolare, nel segmento Ftse Mid entra Revo Insurance (buy, target price a 29 euro), in sostituzione di Moltiply. Fanno compagnia alla società assicurativa Intercos (rating buy, tp a 17,5), Mfe (buy, tp a 4,3), Rai Way (buy, tp a 7,1) e Reply (buy, tp a 165).
Nel Ftse Mib, invece, restano, dopo le buone trimestrali, Azimut (rating buy, target price a 43 euro), Bper (accumulate, tp a 13,4), Lottomatica (buy, tp a 32), Moncler (buy, tp a 70) e Recordati (buy, tp a 65)
Infine, nel segmento small cap le preferite di Banca Akros sono Abp Nocivelli (buy, tp a 8,7), Datrix (buy, tp a 2,5), Fila (buy, tp a 12,5), General Finance (buy, tp a 33 euro) e Orsero (buy, tp a 24). (riproduzione riservata)