Ricavi in crescita, ma utili in calo: è questo il quadro del primo trimestre di Pfizer, che continua a investire con decisione nello sviluppo di nuovi farmaci. Il gruppo ha registrato un fatturato di 14,45 miliardi di dollari, in aumento del 5% e superiore alle attese degli analisti.
A frenare la redditività è stato soprattutto l’incremento delle spese in ricerca e sviluppo, salite del 12%, con investimenti concentrati in particolare nei settori dell’oncologia e dei trattamenti per l’obesità. L’utile netto si è attestato a 2,69 miliardi di dollari, pari a 47 centesimi per azione, in calo rispetto ai 2,97 miliardi (52 centesimi per azione) dello stesso periodo del 2025. L’utile rettificato, tuttavia, ha raggiunto i 75 centesimi per azione, superando le aspettative del mercato.
Tra i principali fattori che hanno sostenuto i ricavi figurano il farmaco antitumorale Padcev, l’anticoagulante Eliquis, i biosimilari oncologici e il trattamento per l’emicrania Nurtec, in un contesto influenzato anche dall’andamento dei tassi di cambio.
L’amministratore delegato Albert Bourla ha parlato di «un solido avvio del 2026», sottolineando la fiducia del gruppo nella capacità di affrontare una fase strategica di trasformazione. In particolare, Bourla ha indicato oncologia e obesità come aree con forte potenziale di crescita nei prossimi anni.
Pfizer ha, inoltre, confermato le previsioni per l’intero 2026, con ricavi attesi tra 59,5 e 62,5 miliardi di dollari e un utile rettificato per azione compreso tra 2,80 e 3 dollari. (riproduzione riservata)