Le borse europee hanno aperto come previsto in rosso. Anche i listini Usa sono attesi in negativo, dopo i nuovi record toccati nella giornata di ieri a Wall Street.
È la fotografia della volatilità sui mercati mondiali, una copia carbone di quel che accade a livello geopolitico e sui prezzi del petrolio.
Se durante la giornata di ieri le indiscrezioni di un possibile accordo tra Usa e Iran che avrebbero portato a un’apertura di Hormuz entro 30 giorni hanno sospinto le borse e fatto abbassare i prezzi del petrolio, la smentita arrivata nel tardo pomeriggio è stata una doccia gelata sui mercati.
Il colpo di grazia sui prezzi del petrolio è arrivato con gli attacchi reciproci tra Usa e Iran nella notte, segno di tensioni tutt’altro che allentate. Funzionari statunitensi hanno dichiarato che le forze americane hanno abbattuto droni iraniani e colpito una stazione di controllo dei droni vicino a Bandar Abbas, importante città portuale dell'Iran meridionale, dopo che Teheran ha lanciato droni contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz.
Il Brent viaggia intorno alle ore 11 verso 95 dollari al barile, in rialzo del 2,5% rispetto al 27 maggio, mantenendo una forte volatilità, mentre il Wti si porta verso 91 dollari.
«Il mercato petrolifero resta confuso riguardo alla situazione geopolitica in corso», afferma Norbert Rücker, analista di Julius Baer, dato che i recenti attacchi militari complicano le precedenti notizie sui progressi nei negoziati.
In netto rialzo anche il gas europeo. Nel dettaglio, ad Amsterdam, il future Ttf a giugno guadagna il 2,342% a quota 47,5 euro per megawattora.
Alle 14:30 italiane arriverà il dato sull’inflazione americana, attesa pari al 3,8%.
Il membro della Federal Reserve Philip Jefferson ha affermato che l'attuale orientamento della politica monetaria lascia la Banca centrale Usa ben posizionata per rispondere al bilanciamento dei rischi legati al suo duplice mandato.
Il banchiere ha puntualizzato che l'aumento dei prezzi del petrolio greggio comporta rischi al ribasso per la crescita e al rialzo per l'inflazione. Nel frattempo, il mercato del lavoro resta ampiamente stabile, con assunzioni e licenziamenti a livelli relativamente bassi.
«Mi aspetto che l'inflazione diminuisca più avanti quest'anno man mano che gli effetti dei dazi e dello shock energetico si attenueranno, ma ritengo che i rischi per le prospettive sull'inflazione siano orientati al rialzo», ha infine affermato Jefferson. (riproduzione riservata)