In attesa che Stati Uniti e Iran raggiungano un accordo sul programma nucleare di Teheran, i prezzi del petrolio sono scesi drasticamente.
I future sul Brent, benchmark internazionale con scadenza a luglio, sono arrivati a cedere oggi (15 maggio) il 3,2% a 63,99 dollari al barile, recuperando alcune delle perdite precedenti. Quelli sul West Texas Intermediate statunitense si sono attestati a 60,98 dollari, in calo del 3,4%.
Due sono i fattori che hanno inciso di più: da un lato le previsioni dell’Opec, che ha mantenuto le sue stime di crescita della domanda sia per il 2025 che per il 2026, dall’altro la possibilità dell’accordo sul nucleare tra Usa e Iran.
«Siamo impegnati in negoziati molto seri con l’Iran per una pace a lungo termine», sono state le parole del presidente Donald Trump. I suoi commenti sono arrivati dopo le dichiarazioni che un consigliere della Guida Suprema iraniana ha rilasciato a Nbc News, in cui affermava l’apertura dell’Iran a firmare un accordo sul nucleare con determinate condizioni in cambio della revoca delle sanzioni economiche.
Negli ultimi mesi, l’Opec e i partner non-Opec, l’alleanza energetica nota come Opec+, avevano aumentato a sorpresa l’offerta sui mercati, concordando di aumentare la produzione per giugno di altri 411 mila barili al giorno, stessa crescita prevista anche per maggio. Ma ora, lo scenario potrebbe non essere privo di cambiamenti.
«Lo sviluppo notturno di un possibile accordo nucleare è l’unica ragione della debolezza di questa mattinata. Se si raggiunge un accordo, l’Iran accetta di interrompere l’arricchimento dell’uranio per uso bellico e l’accordo viene effettivamente applicato, il che è difficile da credere, allora le esportazioni di greggio del paese del Golfo Persico potrebbero aumentare fino a 1 milione di barili al giorno», ha dichiarato via email a Cnbc Tamas Varga, analista della società di intermediazione Pvm.
«Sembra negativo per i prezzi, ma il suo impatto sarà probabilmente mitigato dal ritiro dell’Opec+ dal suo piano di immettere nuovamente barili sul mercato più velocemente di quanto inizialmente previsto», ha aggiunto.
Intanto, l'Agenzia Internazionale dell’Energia ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita della domanda di petrolio per il 2025, portandole a 740.000 barili al giorno, ma le difficoltà economiche e le vendite record di veicoli elettrici potrebbero ridurre la crescita della domanda a 650.000 barili al giorno per il resto dell’anno, contro il milione di barili al giorno del primo trimestre. (riproduzione riservata)