Il colosso Usa del petrolio Chevron e il gruppo di private equity Quantum Capital Group stanno lavorando per rilevare gli asset esteri della russa Lukoil, sotto sanzione dallo scoppio della guerra in Ucraina, nel 2022. Se l’operazione andrà a buon fine, Chevron e Quantum prevedono di dividersi i beni, che Lukoil valuta 22 miliardi di dollari.
Lo scrive mercoledì 7 gennaio l’FT, secondo cui l’offerta riguarda l’intero portafoglio estero di Lukoil, che comprende attività di produzione di petrolio e gas, impianti di raffinazione e oltre 2.000 stazioni di servizio in Europa, Asia e Medio Oriente. Quantum e Chevron intendono detenere e gestire gli asset nel lungo periodo, un impegno che potrebbe incontrare il favore dell’amministrazione Trump.
Quantum dovrebbe effettuare l’operazione attraverso Artemis Energy, società in portafoglio, con sede a Londra. Il prezzo dell’offerta non è per ora noto. I due gruppi sono gli ultimi in ordine di tempo a valutare l’investimento degli asset esteri di Lukoil che hanno già attirato offerte da Carlyle e dal conglomerato di Abu Dhabi International Holding Company.
Il processo d’asta è iniziato a novembre, quando il trader svizzero di materie prime Gunvor si è ritirato da un accordo con Lukoil dopo che l’amministrazione Trump aveva annunciato l’intenzione di bloccare la transazione, definendo Gunvor una «marionetta del Cremlino». Gunvor è stata cofondata da Gennady Timchenko, vicino al presidente russo Vladimir Putin, ma ha lasciato 11 anni fa la società e non detiene più alcuna partecipazione.
Quantum, fondata dal magnate texano del petrolio Wil VanLoh, aveva già avviato interlocuzioni con funzionari dell’amministrazione Trump, sostenendo che l’operazione avrebbe rafforzato il controllo americano su asset energetici strategicamente rilevanti. Un alto funzionario del governo Usa ha accolto con favore la proposta Quantum-Chevron, spiegando all’FT: «Cerchiamo una dismissione che assegni la proprietà di questi asset a un operatore americano in modo permanente. Non vogliamo operazioni di acquisto e rivendita, e questa è quindi un’opzione convincente».
Chevron potrebbe essere interessata anche al 5% che la compagnia russa detiene nel giacimento petrolifero di Tengiz, in Kazakistan, gestito proprio dal gruppo statunitense. Il Dipartimento del Tesoro Usa ha concesso una deroga che consente alle aziende di negoziare con Lukoil fino al 17 gennaio. Qualsiasi accordo richiede l’approvazione del governo Trump, che di fatto ha un potere di veto. (riproduzione riservata)