Il prezzo dell'oro ha chiuso la scorsa settimana appena al di sotto di 1.890 dollari per oncia, sui minimi degli ultimi cinque mesi. Dopo essere scesi per cinque sessioni consecutive oggi, 21 agosto, fatica a recuperare terreno: scende dello 0,02% a 1.916 dollari l’oncia. Complessivamente, è diminuito del 5% circa rispetto al suo picco di 1.990 dollari di metà luglio. «Finora il prezzo del lingotto non è stato in grado di riprendersi, rimanendo scambiato sui livelli più bassi da marzo, poiché gli investitori stanno ancora elaborando il tono da falco utilizzato dalla Federal Reserve nella sua ultima riunione», sottolinea Carlo Alberto De Casa, external market analyst di Kinesis Money. «Per vedere un rimbalzo più pronunciato, l'oro deve superare con convinzione la media mobile a 200 giorni ora a circa 1.910 dollari», stima Kelvin Wong, analista di Oanda.
È importante notare che diversi membri della Fed continuano a considerare l'inflazione come portatrice di rischi al rialzo. Quest’interpretazione, a detta dell’esperto, implica una probabilità aumentata di uno (o, meno probabile, due) ulteriori rialzi dei tassi da parte della banca centrale americana. «Mentre l'economia continua a dimostrare resilienza, l'inflazione rimane una preoccupazione primaria. Pertanto, le prospettive a breve termine per l'oro sono moderatamente ribassiste, con aspettative di tassi elevati per un periodo prolungato e il recupero del dollaro statunitense sul mercato valutario», spiega De Casa, aggiungendo che questi fattori esercitano generalmente pressioni al ribasso sull'oro, anche se questi impatti sono probabilmente già incorporati nei livelli di prezzo attuali. L'attenzione degli investitori si concentrerà, quindi, sul discorso di venerdì del presidente della Federal Reserve statunitense, Jerome Powell, mentre i banchieri centrali di tutto il mondo si riuniscono a Jackson Hole per la loro conferenza annuale.
Il quadro economico è costellato da diversi elementi di incertezza che potrebbero rianimare i prezzi dell’oro. La società immobiliare cinese Evergrande ha chiesto il Chapter 15 per proteggersi dai creditori negli Stati Uniti alla fine della scorsa settimana. E i mercati stanno monitorando attentamente i livelli di debito del competitor, lo sviluppatore immobiliare cinese Country Garden. Stamattina la Banca Popolare Cinese ha tagliato il tasso a 1 anno dello 0,1% (mentre la previsione era per una diminuzione dello 0,15%) e ha lasciato invariato quello a 5 anni al 4,20%. «Gli investitori avevano puntato su decisioni più accomodanti da parte della PboC, quindi lo yuan sta perdendo terreno. I problemi delle due principali società immobiliari cinesi potrebbero influenzare l'economia globale, aumentando le paure e i rischi di una recessione. Naturalmente, questa situazione è probabile che influenzi le decisioni delle banche centrali. Di conseguenza, l'oro potrebbe essere ben posizionato per riconquistare il suo tradizionale ruolo di bene rifugio», prevede De Casa.
Quanto all’argento ha chiuso la scorsa settimana mostrando segnali promettenti di ripresa. Il prezzo si è stabilizzato sulla solida area di supporto tra 22 e 22,5 dollari per oncia (+0,61% a 22,87 dollari oggi, 21 agosto) nonostante un contesto macroeconomico sfidante, con gli investitori che temono ancora possibili ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed. «Il prezzo del metallo grigio è diminuito quasi del 10% nelle ultime quattro settimane, superando l'oro, che ha perso solo circa il 3% nello stesso periodo», osserva ancora De Casa, notando però che nei giorni scorsi la pressione delle vendite è stata frenata dalla resilienza degli acquirenti, con l'argento che finalmente ha superato l'oro in termini di performance. Dal punto di vista tecnico, il prezzo deve ancora offrire un chiaro segnale rialzista, anche se la situazione sta migliorando. «Un chiaro superamento del picco raggiunto la scorsa settimana nella regione di 23,00 dollari aprirebbe spazio per una continuazione del recente rimbalzo», stima De Casa. D’altra parte, l'argento, come l'oro, rimane strettamente legato alle decisioni prese dalla Federal Reserve. «Rialzi continui dei tassi potrebbero ostacolare gli sforzi di ripresa dell'argento, mentre qualsiasi indicazione accomodante da parte del Fomc potrebbe agire come catalizzatore rialzista per il settore dei metalli preziosi», precisa l’esperto. (riproduzione riservata)