Come era stato facilmente previsto su queste colonne, il risultato lordo della Banca d’Italia, relativamente all’esercizio 2024, è stato negativo per 7,3 miliardi. L’utilizzo del fondo rischi generali per 54,8 miliardi e il contributo positivo di circa 2,4 miliardi derivante dal recupero fiscale della perdita lorda permettono di chiudere l'esercizio con un risultato netto positivo di 844 milioni. Questo è il punto centrale della Relazione di bilancio del governatore Fabio Panetta all’assemblea ordinaria dei Partecipanti tenuta lunedì 31 marzo.
Panetta ha dedicato alcune considerazioni iniziali alla politica monetaria che dovrà bilanciare due fattori: trarre le conseguenze del contenimento in corso dell’inflazione, da un lato, l’aumento dell’incertezza nel percorso di diminuzione dei tassi ufficiali, dall’altro.
La lotta all’inflazione non può dirsi conclusa e vi sono fattori che possono rallentare il raggiungimento del target dell'inflazione del 2%. Il passato rialzo dei tassi di interesse, ha sottolineato il governatore, ha determinato un aumento della remunerazione delle passività di bilancio senza un corrispondente miglioramento del rendimento delle attività di politica monetaria che sono meno sensibili alle variazioni dei tassi: di qui la contrazione del margine di interesse.
In sostanza, sono le decisioni di politica monetaria che hanno comportato questo esito, ma l’osservanza del mandato per il mantenimento della stabilità dei prezzi ha la priorità assoluta, anche se esso comporti un peggioramento (che Panetta qualifica però «temporaneo ») dei risultati economici della Banca.
Ciò, però, accentua l’importanza di misure, con la politica di bilancio, che comunque tutelino e valorizzino l’indipendenza finanziaria dell’Istituto essendo, questa, importante, bisogna aggiungere, anche per la tutela dell’indipendenza tout court.
Il governatore ha poi elencato le misure sul piano organizzativo fin qui assunte e quelle in corso, a cominciare dalla digitalizzazione, dall’evoluzione dell’assetto organizzativo per il sistema dei pagamenti, dalla progettazione dell’euro digitale. Innovazioni sono state introdotte nel servizio di tesoreria dello Stato.
Una particolare attenzione è stata dedicata all’adeguamento degli assetti della rete territoriale con considerazioni che annettono grande importanza alle funzioni delle filiali, «un patrimonio prezioso, che continueremo a valorizzare», ha tenuto a dire il governatore facendo riferimento al piano in atto fondato sul rafforzamento dei rapporti della Banca con le controparti locali e l’integrazione tra le filiali e l'amministrazione centrale.
Ha accennato, quindi, al confronto in corso con i sindacati per quel che riguarda le ricadute del piano in questione sul personale. Fra le controparti occorrerebbe prestare particolare attenzione alle relazioni con gli enti territoriali e al ruolo che la Banca può svolgere nel contesto dell’evoluzione di queste istituzioni.
Insomma, bisognerebbe mirare - è lecito qui osservare - proprio perché, come dice il governatore, le filiali «costituiscono elementi essenziali dell’operatività della Banca», ad aumentare funzioni e attività delle dipendenze, nell’interesse superiore dell’Istituto e della collettività, piuttosto che assumere l’approccio riduzionistico che ora si manifesta con la soppressione delle due filiali di Brescia e di Livorno.
Il Piano strategico triennale dell’istituto dovrebbe essere in questa fase particolarmente innovativo, in particolare per l'impiego dell’intelligenza artificiale che Panetta, forse per prevenire preoccupazioni, dice che dovrà essere «strategico ed equilibrato»; ma ciò non basta e si avrà bisogno di più chiare e organiche integrazioni.
Quanto, infine, alla distribuzione dell’utile netto, il governatore ricorda che le somme da distribuire ai partecipanti devono essere comprese, come prevede la politica di redistribuzione dei dividendi, tra 340 e 380 milioni, ma ricorda che anche valori inferiori sono possibili in caso di andamenti particolarmente negativi della redditività.
Tuttavia ai partecipanti viene assegnato un dividendo di 200 milioni, ma a esso si aggiungono 140 milioni prelevati dalla posta speciale di stabilizzazione che viene azzerata: il risultato è che l'importo complessivo riconosciuto ai partecipanti è proprio di 340 milioni.
Resta da chiedersi se a questa aggiunta si sarebbe potuto ovviare in relazione al predetto andamento non favorevole: anche in questi caso, c'è un bilanciamento da compiere tra remunerazione degli azionisti e tutela delle poste patrimoniali se e quando possano compiersi scelte alternative.
Comunque la Relazione è un documento importante su cui riflettere per i rapporti tra le funzioni di una Banca centrale e il suo equilibrio finanziario nonché la struttura funzionale e organizzativa. (riproduzione riservata)