skin track
ANDREA ORCEL AD UNICREDIT
ANDREA ORCEL AD UNICREDIT
Corporate News Leggi dopo

Per Unicredit si apre uno spiraglio per alleggerirsi in Russia

13 marzo 2023, 22:00 Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2023, 11:38

Un oligarca sta rilevando le quote dei soci di Alfa Bank tra cui c'è l’istituto italiano. Gli azionisti Fridman e Aven trattano per l’uscita. Finora Piazza Gae Aulenti non ha potuto esercitare l’opzione di vendita che vale 305 milioni, ma rimane il nodo delle sanzioni occidentali  | Unicredit, altra grana in Russia

Si apre uno spiraglio per un alleggerimento della presenza di Unicredit in Russia. Sotto la lente del gruppo italiano in questi giorni c’è Alfa Bank. L'istituto, fondato nel 1990 dall'oligarca Mikhail Fridman (che ne è ancora il socio di maggioranza), è la maggiore banca privata russa con 62 miliardi di attivi, 486 uffici e 8,67 miliardi di capitale. Unicredit è socio indiretto attraverso il veicolo lussemburghese Abh Holdings, di cui detiene il 9,9%. Nel novembre del 2021 piazza Gae Aulenti aveva esercitato l’opzione di vendita sull’intera quota (che vale 305 milioni), ma l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladimir Putin ha bloccato l’operazione.

Leggi anche: Unicredit fa il primo passo fuori dalla Russia

Unicredit, altra grana in Russia

Le discussioni tra gli oligarchi

Negli ultimi giorni l’azionariato di Alfa Bank si è messo in movimento. Secondo quanto riportato dal Financial Times Fridman e l’altro oligarca Pyotr Aven avrebbero l’intenzione di vendere le proprie partecipazioni nella banca all’altro socio Andrei Kosogov con l’obiettivo di ottenere la revoca delle sanzioni occidentali. L'accordo potrebbe concludersi in primavera, ma dovrà essere approvato dai regolatori russi, tra cui la Banca centrale e le autorità fiscali. Potrebbe inoltre essere necessaria la luce verde delle potenze occidentali alla luce delle sanzioni imposte dopo lo scoppio della guerra. Alfa Bank è infatti uno degli intermediari finanziari russi colpiti dalle restrizioni dello scorso anno. Il rimescolamento degli assetti proprietari apre comunque uno spiraglio che Unicredit (che non ha voluto commentare le indiscrezioni) potrebbe sfruttare per alleggerire la propria presenza nel paese.

La storia della partecipazione e il derisking di Unicredit

Vale peraltro la pena ricordare che l'ingresso di Unicredit in Abh risale al 2016 quando il gruppo allora guidato da Jean Pierre Mustier aveva ceduto ad Alfa Bank la controllata in Ucraina Ukrsotsbank, ricevendo in cambio azioni di nuova emissione pari al 9,9% del capitale di Abh. Oggi Unicredit è la principale banca occidentale attiva in Russia, anche se nell’ultimo anno c’è stata una intensa attività di derisking. L'esposizione cross-border è stata ridotta, a costi minimi, complessivamente del 66% circa, ovvero di circa 4,1 miliardi: «La nostra strategia relativa alla Russia non è cambiata: il de-risking proseguirà in modo ordinato e progressivo», ha spiegato l’amministratore delegato Andrea Orcel agli analisti durante la presentazione dei risulta annuali, aggiungendo che Mosca «non è più fonte di preoccupazione ma questo non vuol dire che non proseguiremo in questa direzione». Sicuramente l'effetto-cambio ha aiutato l'attività della banca nel Paese, dove nel 2022 i ricavi sono saliti dell'88% a 1,25 miliardi di euro.

Finora nessuna cessione

Nonostante i numerosi colloqui avuti nel corso degli ultimi mesi piazza Gae Aulenti non è riuscita a smobilizzare nessuno degli asset detenuti nel paese anche a causa dei veti posti dal Cremlino. Ad agosto infatti il governo russo ha emesso un decreto che proibisce a 45 gruppi finanziari occidentali e giapponesi di cedere asset detenuti in Russia. Oltre alle italiane Unicredit e Intesa Sanpaolo il provvedimento ha interessato le europee Bnp Paribas, Deutsche Bank, Credit Agricole, Credit Suisse, Hsbc, Ubs, Natixis, Ing e Raiffeisenbank, le americane Goldman Sachs, Jp Morgan, American Express Bank, Citibank e Paypal e le finanziarie legate al mondo auto Toyota Bank, Mercedes-Benz Bank, Bmw Bank e Volkswagen Bank. (riproduzione riservata)



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

NUOVA GUERRA DEL GOLFO. NUOVI EQUILIBRI DI MERCATO.Per decisioni informate, ogni giorno.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)