Primo trimestre migliore dall’ipo per Equita, che inizia l’anno con ricavi e utili più rotondi. La banca d’affari italiana guarda con fiducia anche all’intero semestre perché, nonostante la volatilità e l’incertezza geopolitica, «i livelli di operatività degli investitori sul mercato dovrebbero continuare a influenzare positivamente la performance». E compensare così «eventuali rallentamenti dell’investment banking legati ai tempi delle operazioni».
La base di partenza sono i 25 milioni di ricavi (+7%) del primo trimestre, aumentati soprattutto grazie alla crescita a doppia cifra (+37%) del fatturato delle attività con i clienti. Un balzo che ha permesso all’utile netto adjusted di salire a 5 milioni (+6%) e ha spinto il rote al 34%. «La performance dei primi tre mesi conferma la solidità e la resilienza del nostro modello di business», commenta il co-ceo Luigi de Bellis. «Questo set di risultati dimostra la nostra capacità di operare con continuità e disciplina anche in contesti di mercato complessi e caratterizzati da elevata incertezza».
Se l’investment banking si è rivelata la divisione a maggior crescita (+35%), dalle attività di global markets è arrivata gran parte dei ricavi. In questo caso però il fatturato è sceso a 15,1 milioni (-4%), ma solo a causa del contributo «marginale» del trading direzionale. Un risultato dovuto all’approccio più conservativo scelto dal desk di proprietà «in alcune fasi di mercato particolarmente incerte per la perdurante crisi geopolitica». Il cerchio si chiude con la divisione alternative asset management e con i suoi ricavi cresciuti a 2,7 milioni (+14%), a fronte di 1,1 miliardi di masse in gestione.
Numeri che in futuro beneficeranno anche dell’acquisizione di Xenon Private Equity, avvenuta a marzo insieme all’ingresso di Iccrea nel capitale di Equita (15%) con un aumento di capitale da 20 milioni. «Nei prossimi mesi saremo focalizzati sull’execution di queste iniziative», spiega il co-ceo Simone Riviera. «L’obiettivo è estrarre progressivamente sinergie commerciali in grado di rafforzare il modello di investment bank indipendente, la traiettoria di crescita di lungo periodo e la capacità di remunerare con soddisfazione i soci». (riproduzione riservata)