Possibile svolta nei negoziati tra Cina e Unione Europea sul dossier dei dazi alle auto elettriche made in China. Il ministero del Commercio di Pechino ha annunciato che Bruxelles pubblicherà un «Documento di orientamento sulla presentazione delle domande di impegno sui prezzi», un passaggio che segna un cambio di passo nel confronto avviato negli ultimi mesi.
Secondo la nota diffusa dalle autorità cinesi, l’Unione Europea conferma l’adesione al principio di non discriminazione e l’applicazione degli stessi standard giuridici a ogni richiesta, nel rispetto delle regole del Wto, l’organizzazione mondiale del commercio. Le valutazioni, viene sottolineato, saranno condotte in modo obiettivo e imparziale, tenendo conto dello spirito del dialogo e dei risultati delle consultazioni tra Bruxelles e Pechino.
Il nuovo stato del negoziato, definito dalla Camera di Commercio cinese presso l’Ue come un vero e proprio «accordo sui prezzi delle e-car», rientra negli sforzi dei leader di Cina e Ue per risolvere in modo appropriato il contenzioso sui dazi, basandosi sul rispetto reciproco. Le parti hanno già condotto diversi cicli di consultazioni e hanno concordato sulla necessità di fornire agli esportatori cinesi di veicoli elettrici linee guida generali sugli impegni sui prezzi.
«Il documento che abbiamo pubblicato è destinato a fornire orientamenti agli esportatori cinesi che potrebbero prendere in considerazione la presentazione di offerte di impegno sul prezzo per l’esportazione di veicoli elettrici a batteria verso l'Ue, attualmente soggetti a dazi compensativi», ha dichiarato il portavoce della Commissione Europea per il Commercio, Olof Gill, nel briefing quotidiano con la stampa di lunedì 12, senza parlare di accordo raggiunto. «Lasciatemi essere molto chiaro: questo documento fornisce orientamenti, nient'altro».
L’obiettivo è permettere alle aziende di affrontare le proprie criticità in maniera più pratica e mirata, sempre in linea con le norme del Wto, e al tempo stesso preservare la stabilità della filiera e della catena di fornitura dell’industria automobilistica tra Cina e Unione Europea, con effetti anche a livello globale. Ma nel suo annuncio Pechino non spiega se l’eventuale accordo con l’Ue significhi la fine dei dazi fino al 35,3% imposti da Bruxelles sulle importazioni di auto elettriche dalla Cina, motivandoli con il fatto che le case automobilistiche cinesi da anni beneficiano di sussidi governativi ingiusti e distorsivi per la concorrenza.
Per Pechino la convergenza dimostra che esistono «capacità e volontà» da entrambe le parti di risolvere le divergenze che hanno portato l’Ue all’applicazione di dazi attraverso il dialogo, con l’obiettivo di uno sviluppo equilibrato delle relazioni economiche e commerciali bilaterali, ma anche del mantenimento di un ordine commerciale internazionale basato su regole. (riproduzione riservata)