Sono nove le piccole fondazioni che nei prossimi mesi dovrebbero imboccare la via dell'aggregazione per garantire la continuità aziendale. A due di queste il Tesoro (a cui spetta la vigilanza sul settore, oggi affidata al dirigente Stefano Cappiello) ha già inviato una lettera per sollecitare l'avvio delle procedure di integrazione.
Si tratterebbe di enti attivi soprattutto in Emilia Romagna e in Italia Centrale (tra la Toscana e le Marche), con meno di 50 milioni di patrimonio e una riduzione della capacità erogativa del 30% dovuta principalmente alle crisi bancarie degli ultimi anni. Per queste realtà a dicembre il governo Meloni ha messo sul piatto un incentivo fiscale (nella forma di un credito di imposta da 6 milioni) con l'obiettivo di accelerare il processo di integrazione.
Ne ha parlato ieri il presidente della Compagnia di Sanpaolo e dell'Acri Francesco Profumo nell'ambito della giornata annuale dell'ente torinese, primo azionista di Intesa Sanpaolo. «In questa condizione in Italia ci sono 9 fondazioni», ha spiegato Profumo. «Il processo è partito, il ministero ha inviato le prime due lettere, dal punto di vista sostanziale dobbiamo aspettare qualche mese per capire se ci sono le condizioni perché questa fusione o queste fusioni possano avvenire. L'alternativa, se questi enti non troveranno un soggetto aggregante, sarà il commissariamento», ha concluso Profumo. Fonti confermano che la materia è complessa. Tecnicamente è impossibile rilevare una fondazione, visto che il capitale non è frazionato in azioni, anche se la disciplina introdotta dal decreto legislativo 153 del 1999 rende possibili operazioni di fusione se autorizzate dal Tesoro.
Sempre ieri Profumo ha comunque escluso fusioni tra grandi fondazioni, a partire da un matrimonio tra la Compagnia e Crt, su cui qualcuno aveva speculato nei mesi scorsi. «Non c'è assolutamente nulla», ha tagliato corto il numero dell'Acri che ha mostrato freddezza anche verso l'ipotesi di rimettere in discussione il protocollo Acri-Mef per prorogare alcuni presidenti in scadenza.
Già nel 2022 erano arrivati a scadenza Gilberto Muraro (Cariparo) e Antonello Cabras (Banco di Sardegna); quest’anno toccherà a Giovanni Fosti (Cariplo), Giovanni Quaglia (Crt) e Luigi Salvadori (Carifirenze), mentre nel 2024 sarà la volta di Francesco Profumo (Compagnia di San Paolo) e Alessandro Mazzucco (Cariverona). Nel 2022 gli enti avevano iniziato a ragionare con il Tesoro su un intervento che allungasse il numero massimo dei mandati, ma il cambio di governo ha imposto una battuta d’arresto alle discussioni. A ottobre lo stesso Profumo aveva tirato il freno: «Nella discussione che abbiamo fatto sia col Tesoro sia a livello politico non è stato preso in considerazione l'allungamento del mandato dei presidenti», aveva dichiarato il numero uno della Compagnia. Oggi però diversi presidenti sono tornati a spingere per riaprire un canale di confronto. La richiesta verrebbe soprattutto da alcuni enti medi (si fanno i nomi di CRFirenze e di CRCuneo), ma in Acri non sembra esserci disponibilità a riaprire discussioni con il Tesoro: «il protocollo resta quello», ha tagliato ieri Profumo.
Intanto la Compagnia di San Paolo prevede per il 2023 almeno 180 milioni per le erogazioni e le iniziative comuni 2023. L'anno scorso ha stanziato 183,5 milioni per la realizzazione e lo sviluppo di 1.556 progetti, mentre nel 2021 le risorse sono ammontate a 158,7 milioni a favore di 1.049 progetti. Ammonta invece a 7,5 miliardi il valore di mercato complessivo del portafoglio delle attività finanziarie al 31 dicembre 2022. Le linee strategiche, che rientrano nel piano strategico pluriennale 2021-2024, sono state illustrate da Profumo e dal segretario generale Alberto Anfossi al Teatro Carignano di Torino. «La sfida è progettare oggi il domani, con coraggio, per riconoscersi nel futuro», ha spiegato Profumo. «Le linee d'azione sono piuttosto chiare: migliorare l'educazione, fare del sistema dei servizi un'industria trainante, pensare alle infrastrutture come a un fattore di miglioramento della vita dei cittadini e di attrattività di talenti e investimenti», ha concluso Profumo. (riproduzione riservata)