L'Italia investirà attraverso il Pnrr 30 miliardi di euro in istruzione e ricerca, ponendole al centro della crescita del nostro Paese.
Entro fine mese usciranno i bandi per i partenariati e sarà assolutamente necessario che siano "scritti con estrema attenzione e con le opportune misure antitrust", per evitare di trovarsi davanti un numero limitatissimo di maxiprogetti per cui la scelta sarebbe poi obbligata e per selezionare soltanto i progetti migliori. Queste le parole del premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, in occasione della visita nei laboratori nazionali del Gran Sasso insieme al premier Draghi.
Tale flusso di capitali verso il mondo scientifico è importante non soltanto perché l'Italia ha "sofferto di un'emorragia di talenti verso l'estero, senza una compensazione in entrata" ma soprattutto perché gli investimenti in scienza "sono sempre duraturi e fecondi".
Mario Draghi ha aggiunto un'ulteriore motivazione cruciale per dedicare risorse significative all'istruzione e alla ricerca: la pandemia ci ha dimostrato la centralità della scienza per le nostre vite e per la nostra società. È il "silenzioso lavoro dello scienziato a fare la differenza tra la morte e la vita", lo è stato per lo sviluppo di vaccini e di medicinali, così come per la lotta al cambiamento climatico, quindi, "senza ricerca non può esserci innovazione, e senza innovazione non può esserci progresso".
Il pieno potenziale della ricerca, aggiunge il presidente del consiglio Draghi, significa "puntare su chi è stato spesso ai margini di questo mondo: le donne". (riproduzione riservata)