Paramount Skydance non fa un passo indietro, ma al contrario rilancia. Quando il finale sembrava ormai scritto, il gruppo giudicato da David Ellison, figlio del fondatore di Oracle Larry Ellison, ha lanciato ieri un’opa per rilevare il gruppo Warner Bros Discovery (Wbd) al prezzo di 30 dollari per azione, contro i 27,75 dollari (in azioni e cash) dell’offerta presentata venerdì 5 dicembre da Netflix.
Ellison mette sul piatto circa 18 miliardi di dollari cash in più (per un totale di 108 miliardi considerando anche i debiti) rispetto alla proposta del leader dello streamimg. Netflix intende inoltre acquisire solo le attività di streaming e gli studios di Wbd, mentre Paramount punta all’intera azienda, rendendo il confronto complicato, a seconda di come si valuti il business della tv lineare. La reazione ieri a Wall Street all’annuncio dell’opa non si è fatta attendere, con Netflix in decisa flessione (-4,2% intorno alle 18:30), mentre hanno guadagnato terreno sia Paramount (+8%) sia Warner Bros Discovery (+4%).
Ellison, sostiene che l’offerta in contanti, finanziata dalla sua famiglia, da RedBird Capital e da altre istituzioni (Bank of America, Citi e Apollo), per l’intera Warner, proprietaria di reti come Cnn, Tbs e Hgtv, oltre che del servizio di streaming Hbo Max, sia un accordo migliore per gli azionisti e abbia maggiori probabilità di superare l’esame normativo. Proprio sulla questione antitrust si era espressa in maniera critica, subito dopo l’annuncio del deal con Netflix, l’amministrazione Trump, a cui erano seguite le posizioni contrarie da parte dell’industria di Hollywood, temendo le ripercussioni sul lavoro, la creatività e le uscite in sala dei film.
Per convincere gli azionisti, Paramount ha detto di avere riscontrato interesse da parte dei fondi sovrani di Arabia Saudita, Abu Dhabi e Qatar, nonché di Affinity Partners, la società di private equity di Jared Kushner, genero del presidente Trump. Netflix prevede che l’accordo si possa concludere entro 12-18 mesi se dovesse superare lo scoglio dell’antitrust, mentre Ellison afferma di poter chiudere il deal in un anno.
Con l’intento di dare maggiore visibilità possibile alla sua iniziativa, Paramount ha lanciato un sito web chiamato StrongerHollywood, che declina nei dettagli la proposta dell’azienda e getta ombre sull’accordo con Netflix. «Crediamo che la nostra offerta creerà una Hollywood più forte» ha scritto Ellison. Che poi continua: «È nel migliore interesse della comunità creativa, dei consumatori e dell’industria cinematografica. Pensiamo che trarranno beneficio dalla maggiore concorrenza, dalla maggiore spesa per i contenuti e dalle maggiori uscite nelle sale». (riproduzione riservata)