Le condizioni cliniche di Papa Francesco «rimangono critiche, ma stazionarie. Non si sono verificati episodi acuti respiratori ed i parametri emodinamici continuano ad essere stabili». Lo riferisce il bollettino della della Sala Stampa Vaticana, nella serata del 25 febbraio, dopo 12 giorni di ricovero.
Per Papa Francesco in serata c’è stata «una nuova tac di di controllo programmata per il monitoraggio radiologico della polmonite bilaterale». Ma nel bollettino non si indica l’esito, mentre «la prognosi rimane riservata». Fonti vaticane spiegano, comunque, che i risultati della tac ai polmoni alla quale oggi Bergoglio è stato sottoposto non sono stati resi noti perché i medici li stanno ancora esaminando.
Nel suo ricovero al Gemelli Papa Francesco «continua a essere vigile e ben orientato», riferiscono fonti vaticane, precisando che questo è quanto si intende con le «condizioni stazionarie» di cui ha parlato il bollettino medico. La situazione quindi, si spiega, «resta come quella del 24 febbraio», inclusa quella dei reni, ovvero «una lieve insufficienza considerata non preoccupante». Stazionario anche l’utilizzo dell’ossigeno, «a seconda delle necessità» mentre non ci sono state «altre crisi respiratori». «In mattinata, dopo aver ricevuto l'Eucarestia, ha ripreso l’attività lavorativa», conclude la nota.
Dal letto di ospedale, dove si alternano le notizie preoccupanti alla speranza di un possibile, se pur lento e difficile, recupero, Francesco continua ad essere presente. Tra una terapia e l’altra, il Santo Padre vede i suoi più stretti collaboratori e porta avanti il governo della Chiesa.
Nella mattinata del 25 febbraio, infatti, ha ricevuto il segretario di Stato, Pietro Parolin, e il sostituto Edgar Peña Parra, per alcuni decreti riguardanti beati e santi. Una decisione senza precedenti perché normalmente a sottoporre i decreti dei santi al Papa è il cardinale titolato del Dicastero dei santi, attualmente Marcello Semeraro. Dunque è verosimile che il Papa abbia parlato con i maggiori esponenti della Segreteria di Stato anche di altre questioni.
Il Pontefice, ha, inoltre, anche approvato l’iter per la canonizzazione di Bartolo Longo, fondatore del santuario di Pompei e promotore del culto della Madonna del Rosario, e del vicebrigadiere dei carabinieri Salvo D'Acquisto, per il quale è stato riconosciuto il martirio e si apre quindi la strada della beatificazione.
Non solo. Il Papa, dall’ospedale mette mano anche alle leggi interne e continua a fare nomine. In particolare ha deciso di modificare la Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, del 13 maggio 2023, e la Legge n. CCLXXIV sul Governo dello Stato della Città del Vaticano, del 25 novembre 2018, e ha nominato, con decorrenza dal 1° marzo 2025, segretari generali del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano: monsignor Emilio Nappa, finora segretario aggiunto del Dicastero per l’Evangelizzazione, nella Sezione per la prima evangelizzazione e le nuove chiese particolari, e Presidente delle Pontificie Opere Missionarie; l'avvocato Giuseppe Puglisi-Alibrandi, finora vice-segretario generale del Governatorato. Allo stesso tempo Papa Francesco ha attribuito a Suor Raffaella Petrini, dal 1° marzo 2025 Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato del medesimo Stato, «la potestà di disporre e conferire, opportunamente, ai sopramenzionati segretari generali specifiche competenze o particolari compiti».
È evidente che si tratta di dossier che erano stati già istruiti e per i quali, in pratica, serve solo la ratifica ultima del Papa. Ma questo attivismo di Bergoglio continua ad avere una duplice lettura: da una parte mostrare al mondo, e soprattutto a quell’ala della Chiesa che già parla di Conclave, che lui ancora c’è e, almeno al momento, non ha nessuna idea di dimettersi. Dall’altra traspare però anche una accelerazione su decisioni molto a cuore al Pontefice, prima che possa essere troppo tardi.
Prima tra tutti quella di consentire alla prima donna «governatrice», come definita dallo stesso Papa, di entrare nel suo ruolo con tutti i poteri necessari. E se non ci sono in questi giorni le udienze, e quindi non si può ascoltare il Papa come era possibile pressoché quotidianamente, lui non fa mancare la sua parola scritta. «La morte è stata trasformata in vittoria e qui sta la fede e la grande speranza dei cristiani: nella risurrezione di Cristo», scrive Papa Francesco nel messaggio per la Quaresima che è stato diffuso oggi ma che era stato preparato prima del ricovero e che infatti è datato 6 febbraio. Un invito ancora ad immedesimarsi nei migranti in questo periodo di penitenza. Infine un appello alla Chiesa: «Camminare insieme» evitando «la tentazione di arroccarci nella nostra autoreferenzialità».
Intanto anche nella serata del 25 febbraio dalle 21 si terrà la recita del rosario per Papa Francesco da piazza San Pietro. A presiedere il rito sarà stavolta il cardinale filippino Luis Antonio Tagle. (riproduzione riservata)