Le condizioni di Papa Francesco «permangono critiche» nella giornata del 23 febbraio. Dalla giornata più critica dall’inizio del suo ricovero il 14 febbraio scorso, «non ha presentato ulteriori crisi respiratorie», ma la prognosi resta «riservata» vista la «complessità del quadro clinico, e l’attesa necessaria affinché le terapie farmacologiche possano dare qualche riscontro».
La novità, nella giornata del 23 febbraio, è l’emergere di una «lieve insufficienza renale» mostrata da alcune analisi. Questo l’aggiornamento serale della Santa Sede sulle condizioni di salute di Papa Francesco dopo il decimo giorno di ricovero all’ospedale Gemelli: «ha effettuato le due unità di emazie concentrate con beneficio e con risalita del valore di emoglobina. Stabile è rimasta la piastrinopenia; tuttavia alcuni esami sanguigni dimostrano una iniziale, lieve, insufficienza renale, allo stato sotto controllo. Prosegue l’ossigenoterapia ad alti flussi attraverso le cannule nasali. Il Santo Padre continua ad essere vigile e ben orientato. La complessità del quadro clinico, e l’attesa necessaria affinché le terapie farmacologiche possano dare qualche riscontro, impongono che la prognosi resti riservata».
La notte tra il 22 e il 23 febbraio era «trascorsa tranquilla, il Papa ha riposato», ha reso noto nella mattina del 23 febbraio la sala stampa della Santa Sede. Ma, a quanto si apprende da fonti vaticane, anche nella mattinata di domenica il Santo Padre ha continuato ad usare l’ossigeno ad alti flussi al quale ha fatto ricorso in occasione di una crisi respiratoria più prolungata del solito che si è verificata sabato 22 febbraio.
Il Pontefice che, come riferito sempre dalla Santa Sede, «presso l’appartamento allestito al 10° piano, ha partecipato alla Santa Messa, insieme a quanti in questi giorni di degenza si prendono cura di lui», continua a lavorare.
Francesco, infatti, questa domenica non si è visto, ma ha fatto arrivare la sua voce tramite tre scritti. Il primo l’omelia indirizzata ai Diaconi per l’evento Giubilare loro dedicato. Nell’occasione il Papa ha rimarcato l’essenzialità del perdono perché un «mondo dove per gli avversari c’è solo odio è un mondo senza speranza, senza futuro, destinato ad essere dilaniato da guerre».
Il secondo intervento di giornata del Papa è stato all’Angelus. Qui il Santo Padre si è detto «fiducioso» per il percorso di recupero. Poi ha indirizzato il pensiero alla guerra in Ucraina e agli altri conflitti di questa «Terza Guerra Mondiale a pezzi»: «Si compie domani il terzo anniversario della guerra su larga scala contro l’Ucraina: una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l'intera umanità! Mentre rinnovo la mia vicinanza al martoriato popolo ucraino, vi invito a ricordare le vittime di tutti i conflitti armati e a pregare per il dono della pace in Palestina, in Israele e in tutto il Medioriente, in Myanmar, nel Kivu e in Sudan».
Infine il pensiero alle tante lettere e ai tanti disegni dei bambini che hanno «colpito» il Papa. Un pensiero di ringraziamento che Francesco ha espresso anche a mezzo social tornando a postare su X dopo una settimana.
Insomma, c’è da aspettare per comprendere l’evoluzione dello stato delle cose. Intanto è scattata la mobilitazione con la preghiera per la salute del Papa. Da Bologna, dove il cardinale Zuppi ha guidato un rosario, ad Assisi passando per Roma, Torino e Palermo. Tutti pregano per il Papa.(riproduzione riservata)
In questi giorni mi sono giunti tanti messaggi di affetto e mi hanno particolarmente colpito le lettere e i disegni dei bambini. Grazie per questa vicinanza e per le preghiere di conforto che ho ricevuto da tutto il mondo! — Papa Francesco (@Pontifex_it) February 23, 2025