«Le condizioni cliniche del Santo Padre si confermano in miglioramento», anche se, «in considerazione della complessità del quadro clinico, sono necessari ulteriori giorni di stabilità clinica per sciogliere la prognosi». Lo fa sapere, nella serata del 27 febbraio, il bollettino medico della Sala stampa vaticana a conclusione della quattordicesima giornata del Papa ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale. «Il Santo Padre ha dedicato la mattina alla fisioterapia respiratoria alternandola al riposo, mentre il pomeriggio dopo una ulteriore seduta di fisioterapia si è raccolto in preghiera nella Cappellina dell’appartamento privato sito al decimo piano, ricevendo l’Eucarestia. Quindi si è dedicato alle attività lavorative», conclude il bollettino.
Papa Francesco «è uscito dal momento più critico» e dalla fase di «criticità» si è tornato al «quadro complesso». È quanto riferiscono fonti vaticane, secondo cui il Papa sta alternando l’ossigenazione ad alti flussi con ventimask, ovvero mascherine di ossigeno. «È una soluzione più leggera rispetto all’ossigeno ad alti flussi», precisano fonti vaticane, che fanno notare come «per la seconda volta non si utilizza il termine condizione critica». «È un bollettino che descrive un ulteriore miglioramento», precisano le fonti, ma «è anche un segnale che si riservino la prognosi» e questo significa «che i medici nutrono ancora delle preoccupazioni».
Sull’Angelus di domenica 2 marzo, le fonti vaticane non si sbilanciano. È ormai molto probabile che si va verso il terzo Angelus scritto: Francesco vorrebbe affacciarsi alla finestra del policlinico, fare un cenno di saluto alla folla che inevitabilmente affollerà il piazzale, ma i medici starebbero cercando di dissuaderlo. «É ovvio che al Papa piacerebbe vedere la gente, attendiamo di vedere cosa succederà domenica».
Ma l’Angelus non è l’unico appuntamento che sarà rimodulato nei prossimi giorni. Tramonta infatti anche la presenza del Papa alla processione del mercoledì delle ceneri che apre la Quaresima e i riti della Pasqua. Così come è in dubbio la sua presenza ad un altro appuntamento importante, il Giubileo del mondo del volontariato l’8 e il 9 marzo, uno dei grandi eventi dell’anno santo dove ancora figura la presenza del Papa per la messa in San Pietro. Ogni decisione è comunque rimessa ai medici, compreso il desiderio più a breve termine del Papa, quello di tornare a Santa Marta, magari per una convalescenza molto rigida ma in un luogo che per lui è casa. (riproduzione riservata)