Prosegue la corsa dei pagamenti digitali in Italia. Secondo il Centro Studi di Unimpresa, nel 2025 le operazioni effettuate con le carte hanno raggiunto i 12,3 miliardi (+13,5%), mentre gli importi movimentati sono saliti a 506,3 miliardi (+8%). Ne è conseguito un calo dell’uso dei contanti: le operazioni di approvvigionamento sono scese a 1,1 miliardi (-5,5%) e gli importi prelevati sono diminuiti a 340 miliardi (-3,5%). Lato digitale, è sempre più forte la crescita del contactless, che ha raggiunto 8,56 miliardi di operazioni (+25,4%), e dei bonifici istantanei, aumentati del 144,7% in numero e del 150,1% in valore.
Nel 2025 le carte di debito si sono confermate il principale strumento di pagamento degli italiani. Le operazioni con bancomat e carte di debito hanno toccato 7,752 miliardi (+15,6%), per un controvalore di 305,6 miliardi (+9,7%). Sono cresciute anche le carte di credito - con 1,829 miliardi di transazioni (+6,9%) e 113,1 miliardi movimentati (+4,2%) - e le carte prepagate, con 2,803 miliardi di operazioni (+12,5%) e 87,6 miliardi di euro (+6,9%).
Prosegue invece il declino degli assegni, che rappresentano ormai appena lo 0,3% delle operazioni complessive. Nel 2025 sono scesi a 51,5 milioni (-13,6%), mentre gli importi si sono ridotti a 221,6 miliardi (-9,4%). Anche i prelievi agli sportelli bancari sono diminuiti del 7,2% in numero e del 6,5% in valore. Nel complesso, tra il 2023 e il 2025 le operazioni di approvvigionamento del contante sono diminuite di quasi 97 milioni e gli importi di circa 22 miliardi, confermando una progressiva transizione verso un sistema dei pagamenti sempre più digitale.
«La crescita dei pagamenti digitali rappresenta un segnale positivo di modernizzazione del Paese, di maggiore efficienza del sistema economico e di una sempre più diffusa familiarità di cittadini e imprese con le nuove tecnologie. I numeri confermano che carte, bonifici istantanei e strumenti elettronici stanno diventando parte integrante della vita quotidiana degli italiani», commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.
«Tuttavia, questa evoluzione non deve trasformarsi in una contrapposizione ideologica tra digitale e contante. Il denaro contante non va demonizzato. Rappresenta ancora uno strumento legittimo, sicuro e apprezzato da milioni di cittadini, soprattutto tra le persone anziane, nelle aree meno servite dalle infrastrutture digitali e in numerose attività economiche di piccole dimensioni. La libertà di scegliere come effettuare un pagamento è un principio che va preservato e tutelato. La transizione verso il digitale deve essere accompagnata dall'innovazione e dalla convenienza, non imposta attraverso limitazioni o penalizzazioni». (riproduzione online)