La danese Orsted lancia una sfida legale contro l’amministrazione Trump che ha sospeso il contratto di locazione del suo progetto Revolution Wind, una joint venture da 5 miliardi di dollari con Skyborn Renewables.
La decisione rischia di bloccare un progetto già completato per l’87%, che doveva iniziare a fornire energia già nel 2026, minacciando miliardi di dollari di investimenti già effettuati. Il colosso energetico danese ha presentato un ricorso legale contro la decisione dell’amministrazione Trump di sospendere il contratto di concessione del progetto eolico al largo del Rhode Island.
La società e il suo partner nella joint venture, Skyborn Renewables, hanno dichiarato che l’ordine del governo statunitense «viola la normativa», quindi chiederanno che la sospensione della concessione venga bloccata fino a quando il tribunale non emetterà una sentenza definitiva.
A dicembre gli Stati Uniti hanno sospeso le concessioni per cinque parchi eolici in costruzione al largo della costa orientale, infliggendo un ulteriore colpo a un settore più volte ostacolato dal presidente, Donald Trump, favorevole a un ritorno ai combustibili fossili.
Il Dipartimento dell’Interno Usa ha citato preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale, sostenendo che le turbine di grandi dimensioni potrebbero interferire con i sistemi radar.
Il progetto Revolution Wind al largo del Rhode Island rischia, quindi, di subire danni significativi qualora l’ordine di sospensione della concessione dovesse proseguire.
Il titolo Orsted sceso di quasi il 35% nel 2025 dopo che il gruppo ha raccolto 60 miliardi di corone danesi attraverso un aumento di capitale a forte sconto per rafforzare la sua situazione finanziaria, il 2 gennaio rimbalza alla borsa danese del 5,25% a 128,78 corone danesi. (riproduzione riservata)