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Oro, record a 3.707 dollari dopo il taglio Fed. Deutsche Bank alza le stime al 2026 anche per l’argento
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Oro, record a 3.707 dollari dopo il taglio Fed. Deutsche Bank alza le stime al 2026 anche per l’argento

18 settembre 2025, 12:29 Ultimo aggiornamento: 15:36

Realizzi sull’oro dopo il massimo storico a 3.707,5 dollari l’oncia raggiunto in seguito alla decisione, scontata, della Fed di tagliare i tassi. Solo una pausa, per Deutsche Bank può volare ancora, anche grazie alla domanda di gioielli

Realizzi sull’oro dopo il massimo storico a 3.707,5 dollari l’oncia raggiunto in seguito alla decisione, scontata, della Fed di tagliare i tassi d’interesse di 25 punti base e al rimbalzo del biglietto verde. L’oro spot cala dello 0,44% a 3.668,5 dollari l’oncia, mentre i futures sul metallo giallo flettono dello 0,41% a 3.702 dollari l’oncia. La Fed il 17 settembre ha anche indicato che ridurrà gradualmente il costo del denaro per il resto dell’anno.

Effetto Fed

Il presidente, Jerome Powell, ha definito l’azione un taglio mirato alla gestione del rischio in risposta al rallentamento del mercato del lavoro americano e ha dichiarato che la Fed si trova in una «situazione meeting-by-meeting». Il metallo prezioso, considerato un bene rifugio durante periodi di incertezza geopolitica ed economica, tende a performare bene in un contesto di tassi d’interesse bassi.

Gli operatori stanno prezzando una probabilità al 90% di un ulteriore taglio dei tassi di 25 punti base nella prossima riunione a ottobre, secondo lo strumento FedWatch del Cme Group. Lo scenario base di Deutsche Bank prevede che la Fed non tagli ulteriormente i tassi nel 2026 «poiché le nostre previsioni su inflazione e mercato del lavoro americano non sono compatibili con tassi sotto il livello neutrale. Questo contrasta con i -70 punti base prezzati dal mercato per il 2026», afferma la banca tedesca.

Oro per diminuire la volatilità in portafoglio

Nel frattempo, lo Spdr Gold Trust, il più grande fondo al mondo negoziato in borsa garantito da oro, ha dichiarato che le sue partecipazioni sono scese dello 0,44% a 975,66 tonnellate il 17 settembre rispetto alle 979,95 tonnellate del giorno precedente. «In questi mesi di intensa volatilità dei mercati finanziari l'investimento in oro ha proseguito la sua corsa, rafforzata dall'obiettivo di molti investitori di diversificare un portafoglio di lungo termine», sottolinea a milanofinanza.it Francesco Megna, responsabile commerciale in banca. «La bassa correlazione con i mercati finanziari tradizionali contribuisce a diminuire la volatilità del portafoglio, offrendo anche una protezione contro i ribassi, quando cioè azioni e obbligazioni registrano minusvalenze l'oro spesso non ne risente nella stessa misura», precisa Megna. 

Deutsche Bank vede l’oro a 4.000 dollari 

Dopo che l’oro ha raggiunto la previsione per il 2026 di Deutsche Bank a 3.700 dollari l’oncia, la banca tedesca ritiene che il contesto valutario e dei tassi di interesse rimanga favorevole a ulteriori rialzi. «Sebbene l’oro appaia caro rispetto al suo fair value, riteniamo che gran parte di ciò sia dovuto alla forza della domanda che ci aspettiamo continui», si legge nel report di Deutsche Bank che, quindi, ha aumentato le sue previsioni per oro e argento (futures a 42,15 dollari) per il 2026 a 4.000 dollari l’oncia (la fascia storica suggerisce un range 3.550-4.450 dollari l’oncia) e a 45 dollari l’oncia rispetto alle stime precedenti di 3.700 e 40, rispettivamente. 

Il quarto trimestre di solito il più debole, ma i gioielli...

D’altra parte, osserva Deutsche Bank, la domanda di oro continua a un ritmo pari a circa il doppio rispetto alla media del 2011-2021, in gran parte grazie alla Cina. Al contempo, «l’offerta di oro riciclato è inferiore (4%) rispetto a quanto ci aspettiamo quest’anno, riducendo il freno strutturale al rialzo del metallo prezioso», nota Deutsche Bank avvertendo, però, che il quarto trimestre tende a essere il più debole per l’oro se si guardano gli ultimi 10/20 anni. È anche vero che la domanda di beni di lusso può avere un legame positivo con i prezzi del lingotto. «Ciò non è ancora evidente per i gioielli in oro, la cui domanda è calata. Una ripresa della domanda di gioielli potrebbe rafforzare l’oro», puntualizza la banca tedesca, spendendo qualche parola anche sull’argento la cui performance forte è legata probabilmente all’aumento eccezionale delle scorte Comex, aumento che non si è ancora attenuato. «L’argento», conclude Deutsche Bank, «è in deficit fisico per il quinto anno consecutivo, quindi ci aspettiamo che almeno tenga il passo con l’oro». (riproduzione riservata)



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