Il prezzo dell'oro scende al livello più basso da oltre una settimana dopo che una corte federale statunitense ha bloccato i dazi reciproci del presidente statunitense, Donald Trump, riducendo l'attrattiva del metallo giallo come bene rifugio. Anche il dollaro forte mette sotto pressione il lingotto. L'oro spot cala dello 0,12% a 3.297 dollari l'oncia, dopo aver toccato il livello più basso dal 20 maggio scorso. I futures scendono dello 0,02% a 3.31 dollari l’oncia.
Mercoledì 28 maggio la Corte del Commercio Internazionale ha inaspettatamente dichiarato illegittime tutte le imposte sulle importazioni annunciate da Trump, stabilendo che ha ecceduto la sua autorità imponendo tariffe universali sulle importazioni dai Paesi con un surplus commerciale nei confronti degli Stati Uniti. «La decisione della Corte statunitense è la notizia chiave che ha portato a un rally del dollaro, che ha successivamente spinto al ribasso i prezzi dell’oro», sottolinea Nicholas Frappell, responsabile globale dei mercati istituzionali presso Abc Refinery. Lo scorso 2 aprile, Trump aveva imposto dazi reciproci a diversi Paesi, alimentando i timori di una recessione globale. Tuttavia, molte di queste tariffe specifiche sono state sospese una settimana dopo. Potrebbe essere solo una tregua visto che l’amministrazione Trump ha presentato appello, contestando l’autorità della Corte e segnalando una potenziale escalation fino alla Corte Suprema, se necessario.
In ogni caso, a detta di Frappell, il mercato dell’oro resta rialzista poiché «le prospettive a lungo termine suggeriscono un dollaro più debole e ci saranno probabilmente pressioni inflazionistiche nel breve periodo» come confermato anche dai verbali della riunione del 6-7 maggio della Fed. Oltre a un’inflazione persistente e tassi d’interesse in calo il contesto vede continue tensioni geopolitiche che hanno portato i risparmiatori italiani a puntare sull’oro come bene rifugio.
Secondo i dati di Gold Avenue, la piattaforma europea per l’acquisto e la custodia di oro fisico, parte di Mks Pamp Group (conta oltre 150.000 utenti in tutta Europa, di cui più di 30.000 in Italia), nel 2025 le transazioni in oro in Italia sono cresciute del 19%. Questo incremento ha contribuito a una crescita del 34% a livello europeo, per un totale di investimenti in oro pari a 90 milioni di euro dall’inizio dell’anno.
A marzo del 2025 i depositi vincolati a 12 mesi in Italia offrivano un rendimento lordo medio del 2,70%, mentre il prezzo dell’oro ha raggiunto nuovi massimi storici, superando i 3.300 dollari l’oncia, in crescita del 15% dall’inizio dell’anno. In un contesto segnato dall’incertezza economica, la liquidità parcheggiata su conti correnti e depositi vincolati può offrire una sicurezza di breve periodo, ma la costante erosione del potere d’acquisto spinge sempre più investitori a cercare alternative capaci di preservare e valorizzare il capitale.
Gli italiani si confermano tradizionalmente prudenti nella gestione delle proprie finanze. Secondo l’ultimo rapporto Abi, il rendimento medio dei conti correnti a gennaio 2025 si attestava appena allo 0,43%, mentre l’inflazione prevista per l’anno è al 2,3% (fonte Bce). Tradotto: una perdita reale di valore sul capitale depositato. Anche i depositi vincolati, sebbene più redditizi, hanno registrato un calo: a marzo 2025, il rendimento medio sui vincoli a 12 mesi è sceso al 2,70%, rispetto al 3,39% dello scorso anno, sottolinea Gold Avenue. Le offerte bancarie più competitive, che arrivano al 4% lordo annuo, si riducono sensibilmente una volta considerata l’imposta del 26% sugli interessi e l’imposta di bollo dello 0,2% sul capitale.
«In questo scenario, cresce l’interesse verso asset alternativi capaci di garantire conservazione del capitale e rendimento reale. L’oro fisico, in particolare, sta vivendo una fase di forte espansione. Un investitore che avesse acquistato oro cinque anni fa (aprile 2020, circa 1.700 dollari/oncia) registrerebbe oggi una plusvalenza superiore al 90%. Su base annua i rendimenti hanno raggiunto il +25%, con una performance del +12% solo negli ultimi sei mesi», precisa Gold Avenue.
In Italia, inoltre, l’oro fisico gode di importanti vantaggi fiscali. A differenza dei conti di risparmio, è esente dall’imposta di bollo. E le eventuali plusvalenze maturate dopo 12 mesi di possesso non sono soggette a tassazione, ai sensi dell’articolo 67 del Tuir, purché l’attività non sia di tipo professionale o abituale, un vantaggio significativo per chi desidera costruire valore nel tempo. «Un numero crescente di italiani sta riscoprendo il valore dell’oro come strumento di protezione patrimoniale», commenta Nicolas Cracco, ceo di Gold Avenue. «In un momento in cui i rendimenti netti bancari non tengono il passo con l’inflazione, l’oro offre una soluzione tangibile e accessibile, anche per i piccoli risparmiatori, grazie alle piattaforme digitali. La nostra missione è semplificare l’accesso a questo mercato resiliente, offrendo un servizio completo: dalla custodia sicura all’assistenza personalizzata». (riproduzione riservata)