L’oro rialza la testa per il secondo giorno di fila dopo i cali dei giorni passati. Il metallo prezioso, nel contratto spot, è tornato sopra 4 mila dollari l’oncia (+0,7%), soglia persa a inizio settimana. Il contratto future con scadenza dicembre, invece, ha raggiunto 4.016 dollari l’oncia (+0,6%). Una mini reazione per l’oro, che comunque ha un bilancio ampiamente positivo nel 2025: da inizio anno ha guadagnato più del 50%.
Gli acquisti sul metallo giallo sono legati al rinnovato clima di incertezza sui mercati. A Wall Street gli investitori continuano a interrogarsi sull’esistenza di una bolla sull’AI visti i multipli astronomici a cui trattano i titoli tech (Palantir addirittura 461 volte gli utili attesi nel 2025). Timori in parte affievoliti dal rimbalzo di ieri, 5 novembre, ma di certo non scomparsi.
Altro elemento di incertezza, ma in questo caso in senso positivo, gli investitori si chiedono cosa deciderà la Corte Suprema sui dazi imposti da Donald Trump. Sempre ieri alcuni giudici hanno espresso scetticismo sulle tariffe, che per alcune corti inferiori dovrebbero essere approvate (trattandosi di tasse) dal Congresso e non dal presidente.
Gli altri timori riguardano la tenuta dell’economia americana mentre lo shutdown (il blocco dei fondi federali) è diventato il più lungo della storia e continua a pesare sul pil. Anche le prossime mosse della Fed sono incerte, visto che il presidente Jerome Powell ha messo in dubbio un nuovo taglio dei tassi in assenza di dati macro (lo shutdown ha bloccato la loro pubblicazione) che indichino il termometro del mercato del lavoro.
Una nuova sforbiciata della Fed (i tassi sono ora al 3,75-4%) aumenterebbe ancora la liquidità in circolazione, risorse che gli investitori potrebbero indirizzare verso il bitcoin. Come l’oro, di cui peraltro è considerato da molti la versione digitale, il re delle criptovalute viene da un periodo complicato e si è allontanato dai massimi sopra i 120 mila dollari. Il motivo? Sempre, ma con effetti opposti, l’incertezza che ha ridotto l’appetito per il rischio e gli afflussi sugli etf legati alle cripto. Oggi, 6 novembre, il bitcoin è però in ripresa e vale 103 mila dollari (+1,7%). (riproduzione riservata)